Alle 12:18 della tarda mattinata di Venerdì 26 Febbraio 1993, una fortissima esplosione deflagrò nei garage pubblici del World Trade Center uccidendo sei persone e ferendone altre mille; i danni furono stimati in quasi 300 milioni di dollari.
L’esplosione fu causata da 1500 libbre (750 kg) di nitrato di urea stipato in un camioncino a noleggio (un Ford Econoline) e fatte detonare tramite timer dopo che l’automezzo fu parcheggiato nel garage sotterraneo.
L’esplosione fu così violenta da creare una voragine di 50-60 metri di diametro e 30 di profondità; ci furono 6 morti mentre la maggiorparte dei feriti fu a causa delle intossicazioni da fumo.
Un paio di giorni dopo l’FBI arrestò Mohammed A. Salameh e il suo amico Nidal Ayyad come sospettati numeri uno rintracciati tramite l’analisi di un frammento riportante il numero seriale del camioncino e indagini presso i noleggiatori di autoveicoli. In seguito furono rintracciati altri complici condannati a un massimo di 240 anni.
Nell’Ottobre del 1995 il militante fondamentalista Sheik Omar Abdel-Rahman, che predicava in una moschea a Brooklyn, fu incriminato come mandante dell’attentato.[1]
Mohammed A. Salameh noleggiò effettivamente un camioncino a proprio nome e cognome ma gli venne rubato proprio il giorno prima dell’attentato. Salameh comunicò immediatamente il furto alla Polizia; visto che non ci fu reazione neppure dopo una seconda telefonata, si recò di persona alla più vicina Stazione di Polizia ma questi si rifiutarono anche solo di registrare il furto.
Il giorno dopo l’esplosione, Salameh si recò all’agenzia di noleggio per chiedere di avere il proprio deposito indietro (circa 400 dollari). Egli ricevette il deposito ma fu arrestato un paio di ore dopo.[2]
L’evacuazione degli edifici durò addirittura sei ore in parte a causa dei blackout verificatisi e dell’impossibilità di attivare i generatori di emergenza.
La Port Authority di New York (che al tempo era proprietaria del WTC) iniziò un’opera di migliorie alla sicurezza degli edifici del complesso per un totale di quasi 60 milioni di dollari.
Tra le varie compagnie che vinsero i contratti per gli upgrade c’era la Securecom (oggi Securecom), la stessa compagnia legata a George W. Bush e al fratello Marvin Bush. La Securecom vinse qualche anno dopo un contratto da oltre 8 milioni di dollari per la sicurezza del WTC. [4]