di Steven Jones
In questo articolo, tenterò di fare una seria analisi sull’ipotesi che il WTC 7 e le Twin Tower siano crollati, non già a causa dell’impatto degli aerei e dei successivi incendi, ma in seguito all’attivazione di cariche esplosive da demolizione precedentemente posizionate nell’edificio.
Considererò i rapporti ufficiali della FEMA, del NIST e della 9-11 Commission, secondo cui la causa del completo collasso degli edifici è stato dovuto solo agli impatti e all’incendio, e mostrerò delle prove che suggeriscono invece l’ipotesi della demolizione controllata; tali evidenze, pur essendo basate su dati disponibili, testabili e verificabili non sono mai state prese in considerazione o analizzate da alcuna commissione istituita dal governo degli Stati Uniti.
Cominciamo la nostra analisi ricordando un dato importante : fu osservata la presenza di una grande quantità di metallo fuso sotto il cumulo di macerie di tutti e tre gli edifici.
Uno spezzone video riporta la testimonianza della presenza di metallo fuso nelle macerie di Ground Zero : link.
Le foto seguenti sono di Frank Silecchia [ sarebbe anche l’operaio che avrebbe trovato delle travi d’acciaio formanti una croce - NDT ] e mostrano pezzi di metalli incandescente mentre vengono rimossi dalle rovine della Torre Nord apparentemente il 27 Settembre 2001 ( stando alle indicazioni sulla foto) :
Osservate il colore del metallo estratto : questo ci suggerisce molto riguardo la temperatura del metallo e, come vedremo, ci fornisce anche importanti indizi circa la sua composizione.
Vi invito anche a considerare il collasso del WTC 7, un edificio di 47 piani che non fu colpito da alcun aereo.
Le due foto seguenti mostrano l’edificio come si presentava prima dell’ 11 di Settembre ( nella seconda foto il WTC7, visibile sullo sfondo a destra, è ripreso proprio nel pomeriggio del 9/11 dalla WTC Plaza); infine le macerie del WTC7, crollato all’interno della sua stessa base.
Ora che avete visto le foto è altresì importante, al fine di seguire la discussione, che osserviate anche i video che mostrano la dinamica con cui l’edificio è collassato. Andate quindi a questi link :
Cosa avete appena notato ?
In questa discussione farò ampio uso di riferimenti a pagine web in quanto ritengo di fondamentale importanza osservare quanti più video possibili al fine di semplificare, rendendole più intuitiva, le considerazioni fisiche che aNDTò ad introdurre nel seguito.
Fotografie di alta qualità che mostrano i dettagli del collasso del WTC 7 e delle Twin Towers possono essere trovate in libri ( Hufschmid, 2002; Paul and Hoffman, 2004), riviste ( Hoffman, 2005; Baker, 2005) e, on-line, sul sito 911-research.wtc7.net
Sulla base sia delle evidenze televisive che fotografiche sia dei dati che delle analisi, proporrò ben tredici motivi per cui non è possibile accettare le ipotesi ufficiali, per le quali solo l’impatto e gli incendi sono stati causa del crollo.
Il mio obiettivo è quello di incentivare sia una critica costruttiva dei rapporti ufficiali sia di incoraggiare l’eplorazione dell’ipotesi di demolizione controllata degli edifici.
Ci sono diverse pubblicazioni in cui vengono riportate testimonianze della presenza di metallo fuso nelle fondamenta di tutti e tre gli edifici ( le Twin Towers e WTC 7). Ad esempio, il Dr. Keith Eaton dopo aver effettuato un sopralluogo a Ground Zero riportò nel “The Structural Engineer” :
“Ci furono mostrate molte interessanti immagini in cui si poteva vedere dal metallo fuso, rosso incandescente anche dopo settimane dall’evento, fino a barre spesse 10 cm piegate e ritorte nel disastro.”Structural Engineer, September 3, 2002, p. 6
L’esistenza del metallo fuso a Ground Zero fu riportata da diversi testimoni ( vedere anche le prime fotografie), incluso Greg Fuchek:
Per sei mesi dopo l’11 di Settembre, la temperatura del terreno variava da 300 a 800°C e a volte anche di più. Racconta Fuchek :
“Nelle prime settimane, quando un operaio tirava via una barra d’acciaio dalle macerie poteva accadere che dall’estremità colasse addirittura acciaio fuso.”Walsh, 2002
Sarah Atlas, appartenendo alla Squadra di Soccorso del New Jersey, fu uno dei primi testimoni sulla scena di Ground Zero insieme alla cagnetta Anna addestrata per le ricerche. Sarah riportò nel “Penn Arts and Sciences”, estate 2002 :
“Non credo proprio possano esserci dei sopravvissuti!”
Il fuoco bruciava ancora e metallo fuso gorgogliava nell’ammasso di macerie sotto i suoi piedi.Penn, 2002
Osserviamo che il metallo fuso - probabilmente non solo acciaio : vedere la discussione seguente - stava scorrendo sotto le macerie fin dai primi momenti; quindi possiamo escludere che le pozze si siano formate a seguito di incendi sotterranei successivi al crollo.
Un video fornisce ulteriori testimonianze sulla presenza di questo metallo incandescente ritrovato a Ground Zero : video
Viene riportato che la superficie di questo metalli è ancora rosso-arancio qualcosa come sei settimane dopo il giorno del disastro.
Questi fatti implicano che il metallo fosse dotato di una bassa conduttività e un’alta capacità termica pur trovandosi sepolto a una certa profondità ( caratteristiche che farebbero pensare al ferro piuttosto che all’alluminio).
Come il magma in un cono vulcanico, così il metallo avrebbe potuto rimanere fuso per un lungo periodo di tempo purchè una notevole quantità di metallo avesse inizialmente un’altissima temperatura e fosse mantenuto sepolto e quindi sufficientemente isolato.
Ci sono prove di grosse quantità di acciaio e ferro fuso che si sono raccolte addirittura in pozze sotto le macerie
Come verrà ipotizzato in seguito, potrebbero essere state usate delle sostanze incendiarie come ad esempio la Termite; il metallo fuso ( ritrovato addirittura a pozze) potrebbe essere stato prodotto dalla termite e portato inizialmente a temperature superiori ai 2000°C. A tali temperature i diversi materiali entrati in queste pozze di metallo fuso avrebbero continuato essi stessi, attraverso reazioni esotermiche, a mantenere alta la temperatura nonostante la dissipazione dovuta alla radiazione e alla conducibilità termiche; le cariche di termite eventualmente incombuste avrebbero potuto aiutare a proseguire il riscaldamento del materiale.
Analisi scientifiche approfondite sarebbero necessarie al fine di accertare le effettive caratteristiche chimico-fisiche del metallo fuso.
Ribadisco il concetto che queste osservazioni sono compatibili con l’ipotesi dell’uso di cariche da demolizione ad alta temperature come ad esempio la termite, l’ HMX o l’RDX o anche una loro combinazione; si tratta ad ogni modo di sostanze tipicamente usate nella fusione, taglio, demolizione di strutture in metallo.
La Termite è una miscela di ossido di ferro e alluminio polverizzato. Il prodotto finale della reazione sono ossido di alluminio e ferro fuso.
La termite genera quindi ferro fuso direttamente, come prodotto della sua stessa reazione, ma a causa della sua altissima temperatura è in grado di sciogliere o addirittura far evaporare l’acciaio con cui dovesse entrare a contatto.
La reazione può essere schematizzata con questa equazione
2Al + Fe2O3 = Al2O3 + 2Fe ( ferro fuso), DH = - 853.5 kJ/mole
Da osservare che la reazione non richiede l’aggiunta di ossigeno esterno inoltre tale reazione non può essere controllata, neppure con l’acqua.
L’utilizzo di zolfo, aggiunto alla miscela come per esempio nella cosidetta Thermate accelera l’effetto distruttivo sull’acciaio e infatti fu osservata una solfitazione nell’acciaio strutturale analizzato dai pochi campioni prelevati dalle macerie del WTC esaminati ( a tal proposito vedere l’appendice C del rapporto FEMA e la pagina 911research - metallurgy evidence)
Al contrario, edifici collassanti non possono in alcun modo sviluppare sufficiente energia termica tale da sciogliere quantità tali di metallo; appare infatti impossibile che le eventuali particelle di metallo fuso che per qualche ragione dovessero essersi formate in seguito al solo collasso degli edifici ( cioè in assenza di sostanze incendiarie) si siano raccolte in pozze!
Gli stessi rapporti governativi non nascondono il fatto che gli stessi incendi degli edifici furono insufficienti a sciogliere le strutture in acciaio degli edifici : ma allora, da dove provengono queste pozze di metallo fuso ?
Il dottor Frank Gayle, esperto metallurgico e membro del NIST, ha affermato :
“Inutitivamente potrebbe apparire ovvio che un incendio così intenso sia stato provocato dalla combustione del carburante dei jet e molte persone sono infatti convinte che questa sia stata la causa della fusione del metallo. In realtà non fu così in quanto il metallo non avrebbe potuto fondere.”Field, 2005
Se l’acciaio fonde a 1500°C e gli incendi non hanno superato i 600°C, cosa è davvero successo ?
Nessun rapporto ufficiale ha tuttavia appofondito quello che appariva e rimane tutt’ora un mistero : la cosa è incomprensibile perchè lo studio di questo fenomeno potrebbe fornire importanti indizi sulle cause che hanno portato i tre edifici a crollare. Una analisi più approfondita della composizione chimico-fisica del metallo fuso ritrovato sarebbe stata quindi fondamentale.
Anche il Professor Thomas Eagar, spiegò nel 2001 che gli incendi nel WTC sarebbero stati insufficienti a fondere il metallo :
“Gli incendi rappresentano forse la parte più misteriosa del crollo degli edifici del WTC. Ancora oggi, i media riportano ( e alcuni scienziati lo credono davvero) che l’acciaio si sia fuso. Si ritiene che il carburante degli aerei bruci ad altissime temperature, specialmente quando è prsente in così grandi quantità. Questo non è del tutto vero ... la temperatura degli incendi all’interno del WTC non era inusuale e certamente era incapace di sciogliere l’acciaio.”
Prosegue Eagar :
“In generale possiamo individuare tre tipi principali di combustione : il bruciatore ( come nel motore del jet - NDT), la combustione premiscelata e quella diffusa . Nella combustione diffusa ( come può avvenire incendiando del kerosene rovesciato su una superficie - NDT ), il carburante ( kerosene - NDT) e il comburente ( ossigeno - NDT) non sono miscelati prima dell’accensione ma si mescolano in un modo incontrollato ( poco efficiente -NDT) bruciando solo quando le due sostanze entrano a contatto secondo un rapporto di quantità appartenente a un range di valori ben preciso. Un incendio in un edificio ( come quello presso il WTC) è una combustione del tipo poc’anzi descritto. La combustione diffusa è la tipologia che genera il più basso livello di calore ... la massima temperatura teorica a cui si può arrivare bruciando idrocarburi all’aria è intorno ai 1000°C : anche così è insufficiente per raggiungere i 1500°C per sciogliere l’acciaio.”
Eagar fa notare che
“E’ assai difficile raggiungere il massimo livello di temperatura nel caso di combustione diffusa in quanto non vi è alcuna certezza che il carburante e l’ossigeno siano miscelati in un rapporto ottimale ... questo è il motivo principale per cui gli incendi in appartamenti raramente superano i 500 - 650°C”Cote, 1992
E’ ovvio che l’incendio al WTC, alimentato da una notevole quantità di carburante, era una combustione di tipo diffuso come del resto dimostrano le enormi nuvole di fumo nero che fuoriuscivano dagli edifici ( WTC1 e WTC2 - NDT). E’ anche noto che l’acciaio strutturale comincia ad ammorbidirsi già a 425°C fino a perdere circa metà della sua resistenza a 650°C [Cote, 1992] ma questo è proprio il motivo per cui l’acciaio strutturale, usato nella costruzione degli edifici, viene stressato in questo range di temperature ( per evitare che crollino al primo incendio - NDT). Ad ogni modo anche se si fosse verificata una perdita del 50% di resistenza questa sarebbe stata insufficiente, da sola, a spiegare il crollo completo della struttura... le Torri in un giorno poco ventoso com’era l’11 di Settembre non erano stressate più di un terzo rispetto alle loro capacità di resistenza e anche con una resistenza dimezzata l’acciaio avrebbe potuto sopportare da due a tre volte lo stress provocato da un incendio a 650°C
[ Eagar and Musso, 2001 ]
Torneremo in seguito sul rapporto tra lo stress indotto dagli incendi e il crollo degli edifici del WTC.
Anche senza un’analisi diretta ma basandoci sui dati disponibili possiamo già fare delle interessanti osservazioni. Le fotografie viste nel sommario mostrano dei pezzi di metallo incandescente estratti da Ground Zero. La parte inferiore è certamente quella più incandescente in quanto presumibilmente era a maggior profondità nel cumulo di macerie; il colore che vediamo è giallo acceso e intuitivamente ci suggerisce una temperatura superiore rispetto a quella a cui potremmo associare un colore rosso.
La tavola seguente ( vedere anche processassociates.com - metal colors) riporta le temperature di fusione per diversi metalli insieme al colore che approssimativamente tali materiali possono mostrare alle diverse temperature. E’ importante osservare che non solo il colore è un buon metro per stimare la temperatura del metallo ma che questo è anche abbastanza indipendente dalla composizione stessa del materiale. L’alluminio, a causa di bassa emissività e alta riflettività, è un eccezione in quanto, alla luce del sole, appare grigio-argenteo qualunque sia la sua temperatura ( stato solido o liquido); anche l’alluminio può apparire incandescente come qualsiasi altro metallo tuttavia alla luce del sole il fenomeno è molto meno evidente rispetto ad altri metalli in accordo con gli esperimenti condotti al BYU ( Jones, 2006).
La seguente tabella mostra per temperature crescenti il punto di fusione dei diversi metalli e il colore mostrato dal metallo se si trova a quella temperatura ( fa eccezione l’alluminio).
| °F | °C | K | |
|---|---|---|---|
| Fusione Piombo | 621 | 327 | 601 |
| Rosso debole | 930 | 500 | 770 |
| Rosso sangue | 1075 | 580 | 855 |
| Fusione Alluminio (*) | 1221 | 660 | 933 |
| Rosso | 1375 | 745 | 1020 |
| Rosso acceso | 1450 | 790 | 1060 |
| Arancione scuro | 1630 | 890 | 1160 |
| Arancione | 1725 | 940 | 1215 |
| Giallo | 1830 | 1000 | 1270 |
| Giallo chiaro | 1975 | 1080 | 1355 |
| Bianco | 2200 | 1205 | 1480 |
| Fusione acciaio strutturale | 2800 | 1500 | 1800 |
| Fusione ferro | 2800 | 1500 | 1800 |
| Combustione termite ( typ) | > 4500 | > 2500 | > 2800 |
Dalla foto vediamo come il metallo incandescente estratto dalle macerie del WTC apparisse apparisse di colore dall’arancione al giallo acceso il che fa supporre una temperatura approssimativa attorno ai 800 - 1000 °C. Tale temperatura è ben superiore a quella di fusione di piombo, zinco e alluminio; da ciò si deduce che tali materiali si sarebbero fusi completamente e quindi sono colati attraverso le macerie. Il materiale in figura quindi non può che essere l’acciaio strutturale dell’edificio stesso oppure il ferro generato dalla reazione termitica ( o anche una combinazione dei due).
Altre fotografie del metallo incandescente forniscono ulteriori prove e ci permettono di proseguire la nostra analisi.
La fotografia seguente mostra del metallo, ora solidificato, contenente al suo interno del materiale ( il reperto estratto da una delle numerose pozze di metallo fuso è custodito in un magazzino a New York).
La presenza di un’altissima percentuale di ferro ( anzichè alluminio) nel materiale mostrato nella fotografia è intuibile dal color ruggine. Non appena potremo analizzare un campione del materiale potremo effettuare test approfonditi che ci forniranno rapidamente i dati di cui abbiamo bisogno. Si tratta di analisi basate sulla spettrometria a raggi-X ( XEDS) ed elettronica, scansione al microscopio elettronico, ecc... da queste analisi potremmo conoscere non solo la composizione del materiale fin nelle minime tracce ma anche la temperatura che il materiale ha raggiunto quando si trovava allo stato fuso. Sarà nostra cura pubblicare i risultati delle analisi, qualunque essi siano.
Si hanno anche reperti del metallo fuso, successivamente raccolto
Una interessante fotografia ( a destra) scattata da Rob Miller, fotogiornalista del New York Post, fornisce ulteriori evidenze circa l’uso di termite o un suo derivato contenente zolfo ( come ad esempio la thermate) ( Swanson, 2003)
Vediamo grossi sbuffi di macerie e polvere durante il collasso del WTC 1 ( il WTC7 si trova davanti).
La fotografia a sinistra, per comparazione, mostra la termite durante la reazione; il fumo grigio chiaro in alto è polvere di ossido di alluminio ( prodotto dalla stessa reazione) che si innalza sopra la miscela bianca e incandescente di ferro fuso.
L’esperimento è stato condotto presso i laboratori della Brigham Young University da parte dello stesso autore; in tale esperimento abbiamo usato termite con l’aggiunta di zolfo per tagliare una piastra di acciaio ( cosa avvenuta nell’arco di un secondo).
Torniamo alla foto scattata da Miller ( quella a destra) : sono visibili due strutture simili a scale ( angolo a sinistra e in basso - nonostante le strutture siano visibili è disponibile una foto ancora più nitida di quella presentata). Queste strutture sono presumibilmente le strutture in acciaio osservate nel nucleo della Torre Nord.
Osservate le scie grigiastre che si innalzano ( in particolare dalle suddette strutture).
E’ possibile che la termite abbia tagliato l’acciaio e ora stiamo osservando il ferro bianco-incandescente, prodotto dalla reazione, aderire alle estremità troncate delle strutture e l’ossido di alluminio di colore grigiastro che ancora sta volando via ( spinto dal calore).
Queste osservazioni sono compatibili con l’impiego di termite o di sue varianti tuttavia ulteriori analisi e fotografie sono necessarie al fine di poter trarre con maggior sicurezza le nostre conclusioni.
Una drammatica sequenza video, ripresa durante gli incendi della Torre Sud poco prima del crollo, rivela una vistosa fuoriuscita di metallo incandescente dal colore giallo molto acceso : link
Lo stesso singolare fenomeno è anche stato immortalato in diverse fotografie le quali mostrano inequivocabilmente che si tratta di una colata di metallo fuso talmente caldo da rimanere ben visibile anche in pieno giorno e vicino al terreno :
Chi può negare che quella sostanza sia metallo fuso ? Il colore giallo implica, lo abbiamo appena visto, temperature di circa 1000°C quindi ben al di sopra della temperatura che supponiamo possa essere sviluppata da un incendio di idrocarburi ( il fumo nero fa supporre temperature di combustione un 30% inferiori a quelle massime ottenibili in un bruciatore - NDT)
Se quel metallo fuso fosse alluminio ( per esempio quello dell’aereo) avrebbe dovuto fondere molto prima ( la sua temperatura di fusione è di appena 650°C) inoltre abbiamo visto che il colore dell’alluminio incandescente non è giallo.
Se prendiamo in considerazione l’ipotesi dell’uso di termite per indebolire le colonne in acciaio della torre, prima del collasso, possiamo concludere che il metallo fuso è compatibile con questo scenario : sappiamo infatti che la termite quando reagisce produce ferro fuso di colore giallo-bianco ( in effetti nel video è visibile il colore bianco del metallo fuso quando questo, rimbalzando sulla parete della torre, rende visibile l’interno della colata). Il fatto che il metallo liquido mantenga un’altissima temperatura ( color arancio) anche vicino al terreno ci porta a escludere ancora una volta che possa trattarsi di alluminio e ci suggerisce che possa trattarsi di reazioni termitiche avvenute a mezz’aria.
La termite brucia a 2500°C e produce ferro fuso e ossido di alluminio
Il lettore potrebbe desiderare fare ulteriori comparazioni tra il metallo fuso osservato poco prima del collasso della Torre Sud con quello visibile in reazioni termitiche video , ( backup)
Se una reazione alluminio-termica di qualche tipo fosse stata davvero usata per tagliare le colonne in acciaio, come del resto le foto suggeriscono, allora oltre al ferro fuso ci aspetteremmo di trovare ossido di alluminio in quantità atipiche e finemente polverizzato e miscelato alla polvere tossica dispersa dopo il collasso degli edifici.
Intendiamo cercare questi materiali residui ( ferro e ossido di alluminio in particolare) nel reperto estratto da una delle pozze di metallo fuso.
Alcuni studiosi forniscono spiegazioni diverse per il fenomeno. Per esempio Frank Greening ha suggerito che l’alluminio con cui è costruita la fusoliera degli aerei potrebbe essersi fusa e che questo alluminio, colando lungo la superficie di acciaio arrugginito, potrebbe aver indotto “violente reazioni termitiche.” - [Greening, 2006]
Per esplorare questa ipotesi, insieme ad alcuni studenti abbiamo condotto esperimenti consistenti nel far colare alluminio fuso su superfici preriscaldate di acciaio arrugginito. Non assistemmo ad alcuna “violenta reazione termitica”. Abbiamo osservato invece una riduzione della temperatura dell’alluminio fuso, a contatto con l’acciaio arrugginito, dell’ordine dei 25°C al minuto ( variazione misurata con l’ausilio di un sensore all’infrarosso) fino alla solidificazione completa del metallo; questo significa che ogni eventuale reazione termitica deve essere stata minima e trascurabile rispetto al raffreddamento per radiazione e conduzione del metallo fuso.
Le ipotesi di Greening non risultano supportate dall’esperienza : non solo non abbiamo osservato reazioni tra l’alluminio e l’ossido di ferro contenuto nell’acciaio arrugginito ma neppure abbiamo notato danni alla struttura. [Jones, 2006; disponbile al sito scholarsfor911truth.org ].
Questi esperimenti hanno avuto lo scopo di dimostrare inequivocabilmente che se anche dell’alluminio fuso avesse raggiunto le enormi colonne in acciaio nel nucleo dell’edificio e se anche queste colonne fossero state completamente arrugginite non avremmo avuto la minima reazione nè tantomeno la distruzione di tali colonne.
Nella foto si nota anche che il colore dell’alluminio è rimasto grigio-argenteo e ben diverso dal metallo visto nel video e nelle foto del WTC.
Voglio ribadire ancora una volta che la bassa emissività unita all’alta riflettività rendono l’alluminio grigio-argenteo alla luce del sole anche quando si trovasse ad altissime temperature mentre gli altri metalli raggiungono il colore giallo-bianco solo se scaldati a temperature superiori ai 1000°C ( temperature quasi doppie rispetto a quelle sviluppate da un incendio di idrocarburi dal fumo nero e denso.)
Abbiamo trovato prove che supporterebbero la congettura per cui qualche variazione di termite è stata usata nella demolizione degli edifici del WTC ( ad esempio polvere di ossido di alluminio unito a triossido di biferro Fe2O3 con la possibile aggiunta di zolfo).
L’idea potrebbe essere stata quella di usare la termite per indebolire i supporti delle spesse colonne in acciaio del WTC fino a quando delle cariche esplosive finissero il lavoro facendo collassare la struttura.
A occhio e croce possiamo immaginare siano state usati 1000 kg di esplosivo, ad esempio RDX [ l’autore usa il termine linear-shaped- charges che fa riferimento ad opportuni contenitori con cui incanalare l’esplosione e creare una sorta di “coltello termico” per tagliare l’acciaio : vedi anche qui ], che sarebbero potuti essere pre-posizionati da pochi uomini : sarebbero stati sufficienti per tagliare i supporti in punti strategici in modo che la gravità avrebbe poi fatto il resto.
Tale stima è basata sulla quantità di esplosivo usato in demolizioni controllate passate e sulla dimensione degli edifici.
L’accensione delle cariche sarebbe potuta avvenire attraverso resistenze incandescenti o fiammiferi di supertermite. Usando segnali radio controllati dal computer sarebbe stato semplice far iniziare la demolizione esplosiva vicino al punto di impatto degli aerei ( per far ritenere gli aerei la causa del collasso), piazzando cariche un pò in tutto l’edificio non potendo conoscere prima il punto esatto di impatto.
La termite ha bisogno di temperature altissime (>2000°C)per iniziare la sua reazione
E’ importante notare che la termite per iniziare la sua reazione distruttiva richiede altissime temperature molto superiori a quelle fornite dall’incendio di idrocarburi o materiale da uffcio - questo è un vantaggio della termite rispetto a esplosivi monomolecolari tradizionali come ad esempio il TNT, l’ RDX e il PETN.
Nella foto è visibile un esperimento condotto insieme ad alcuni colleghi alla BYU in cui un campione di termite è stato riscaldato fino alla temperatura di oltre 900°C ( intuibile dal colore arancione raggiunto dall’ossido di ferro); in tale semplice esperimento abbiamo dimostrato che la termite non inizia a reagire a tali temperature ( ben superiori agli 800°C massimali ottenibile bruciando kerosene nel motore di un jet - NDT) .
In seguito la termite è stata accesa usando una striscia di magnesio a contatto con la sostanza ( il magnesio brucia a circa 2000°C - NDT). Nel WTC potrebbe essere stato usato invece un fiammifero di supertermite ad accensione elettrica radiocomandato.
Le supertermiti sono delle particolari miscele di termite in cui vengono usate nanoparticelle di alluminio ( nanoalluminio) di diametro inferiore ai 120 nanometri ( 0,12 millesimi di millimetro - NDT) in modo da incrementarne la reattività ( come noto la reattività dipende dalla superficie di contatto quindi particelle più piccole presentano, a parità di peso, una superficie complessiva superiore - NDT). Il nanaoalluminio, miscelato a microparticelle di ossido di ferro, diventa talmente reattivo da poter essere considerato un vero e proprio esplosivo :
La termite può essere potenziata enormemente con l’impiego di nanoalluminio
I nanoenergetici sono una classe di materiali che mostrano particolari proprietà energetiche solo quando sono allo stato nanometrico. Per esempio, l’alluminio è un metallo fortemente reattivo quando è ridotto in nanopolvere ( circa < 100 nm).
Le polveri metalliche sono un importante sottoinsieme di nanoenergetici. Oggi è un fatto ben noto che i nanoenergetici possono migliorare le caratteristiche di esplosivi, propellenti e ordigni pirotecnici.
L’interesse sollevato dai nanoenergetici risiede nella loro caratteristica di rilasciare energia in modo controllabile e di essere più efficienti grazie alla loro maggior densità energetica... .
Recenti scoperte hanno permesso la produzione in scala di particelle di nanoalluminio ( vedere anche nanoscale.com e, in ambito militare, technologyreview.com)
La possibilità che sia stato usato nanoalluminio o supertermite dovrebbe essere approfondita ulteriormente.
Ci sono stati esempi di edifici collassati a causa di incendi e non di una deliberata demolizione con grandi quantità di metallo fuso nelle macerie ? Ho posto la domanda a numerosi ingegneri e scienziati ma fin’ora nessun esempio è emerso.
Appare quindi ancora più singolare che lo stesso giorno addirittura tre edifici a Manhattan, presumibilmente crollati a seguito degli incendi, abbiano mostrato queste larghe pozze di metallo fuso nelle loro fondamenta e nelle macerie.
Sarebbe interessante se del fuoco sotterraneo fosse in grado di produrre acciaio fuso, per esempio, ma allora dovrebbero esserci precedenti accertati di questo effetto visto che ci sono stati incendi in moltissimi edifici.
Appare allora azzardato ipotizzare che il fuoco sia stato sufficiente a creare pozze di metallo fuso dal colore giallo-arancio.
Come se tutto questo non fosse abbastanza, abbiamo letto prima dei documenti in cui testimoni parlano di “acciaio fuso [ o altri metalli ] fluiti nel cumulo di macerie e ancora presenti sotto i loro stessi piedi” - come può un incendio in un edificio aver prodotto tale effetto ? E’ stato mai visto prima ? Se anche fosse, non abbiamo alcun altro esempio.
Tuttavia se la termite ( o suoi derivati) fosse stata usata, questa avrebbe prodotto il ferro liquido che è stato osservato dai testimoni [ e di cui esiste anche un grosso campione - NDT ].
I rapporti ufficiali non hanno dato alcuna spiegazione riguardo l’origine del metallo fuso
Le altissima temperature osservate nelle foto e video del metallo fuso ( corrispondente ai colori arancione - giallo) sono di difficile spiegazione alla luce della teoria ufficiale che vorrebbe gli incendi come unica causa del crollo degli edifici del WTC ( Torri Gemelle e WTC 7).
Solo una reazione altamente esotermica - non certo il carburante degli aerei o i materiali da ufficio - avrebbe potuto produrre ferro talmente incandescente da apparire giallo e bianco. Inoltre anche l’utilizzo di esplosivi come l’HMX o l’RDX dovrebbe esser presa in considerazione.
I rapporti ufficiali del NIST, della FEMA e della 9-11 Commission non menzionano la presenza di grandi quantità di metallo fuso osservato nelle fondamenta degli edifici crollati [ presenza testimoniata anche dalle prime ore da personale qualificato, da foto, video e reperti - NDT ]
Il fatto che le versioni ufficiali non trattino adeguatamente il fenomeno del metallo fuso ritrovato incoraggia l’approfondimento delle cause del collasso degli edifici del WTC.
Uno dei pochi studi precedenti riguardanti l’analisi del crollo del WTC si intitola “Approccio all’ Analisi dell’acciaio A36 del WTC7” [ vedi questa pagina : link ] Leggiamo :
Da dove escono i 1000°C dell’incendio e lo zolfo trovato nel metallo analizzato ?
Nonostante non sia possibile determinare con precisione l’esatta posizione in cui si trovasse questa barra in acciaio, la sua singolare erosione impose un approfondimento circa le modifiche microstrutturali subite. L’analisi di ulteriori sezioni della medesima barra sono attualmente in atto.
Il rapido deterioramento dell’acciaio fu il risultato di riscaldamento, con conseguente ossidazione, unito a una fusione intergranulare dovuta alla presenza di zolfo. La formazione di una miscela eutettica di ossido di ferro e solfuro ferrico [ Fe2S3 : trisolfuro di diferro - NDT ] riduce la temperatura di liquefazione dell’acciaio. Questo fatto suggerisce che la temperatura in questa porzione della barra abbia raggiunto i 1000°C circa attraverso un processo simile alla saldatura.Barnett, 2001
Come è stato possibile raggiungere addirittura 1000°C ?
Abbiamo già riportato la citazione di Eagar per cui, in incendi a combustione diffusa quali quelli verificatesi al WTC, è difficile già superare i 650°C senza contare che le strutture d’acciaio di simili dimensioni sono essi stessi dei dissipatori di calore.
Appare chiaro che le alte temperature dedotte tramite analisi da Barnett, Biederman e Sisson [ gli autori dello studio precedente - NDT ] sono assolutamente notevoli.
Inoltre abbiamo anche una misteriosa solfitazione dell’acciaio : qual’è l’origine di questo zolfo ?
Ancora una volta nessuna risposta seria è fornita dai rapporti ufficiali.
Se invece fosse stata usata della thermate sarebbero meno incompatibili sia la presenza di zolfo che le alte temperature raggiunte.
La Thermate è una termite ad alto potenziale, sviluppata in ambito militare, la quale unisce la termite ( alluminio e ossido di ferro) con nitrato di bario ( 29%) e zolfo ( > 2%) ( vedere anche il sito dodtechmatch.com)
La reazione della thermate procede più velocemente della già potente termite e indebolisce le strutture in acciaio in modo molto più efficiente.
Oltre alle alte temperature e la presenza di zolfo troviamo anche altri ossidanti ( come KMnO4) [ permanganato di potassio - NDT ] e metalli ( come titanio e silicio) comunemente usati in dispositivi incendiari alla termite.
Infine la solfitazione fu riscontrata nell’acciaio strutturale provenente sia dal WTC 7 che dalle Torri Gemelle come riportato nel rapporto della FEMA ( vedere Appendice C)
E’ possibile che più tipi di cariche di demolizione furono impiegate il 9/11 ( per esempio una qualche combinazione di HMX, RDX e thermate). E’ vero che lo zolfo può trovarsi nel cemento ma è assai improbabile che esso possa essersi miscelato con l’acciaio fino a formare una miscela eutettica.
La prova dell’uso di qualche variante della termite nella demolizione degli edifici dovrebbe essere sufficiente a imporre più serie analisi.
Come avete osservato se avete seguito i link suggeriti in precedenza, il WTC 7 è crollato veloce e praticamente verticale e simmetrico anche se gli incendi erano distribuiti un modo tutt’altro che uniforme nell’edificio.
Il WTC 7 è collassato circa sette ore dopo le Torri ma non vi erano grossi incendi visibili ( il fumo appariva inoltre nero).
Nell’edificio vi erano 24 gigantesche colonne portanti come pure gigantesche travature, disposte in modo non simmetrico; oltre a questi elementi erano presenti ulteriori 57 colonne perimetrali come è visibile nella vista dall’alto della pianta ( FEMA, 2002, capitolo 5; NIST, 2005)
Il diagramma indica anche le colonne presumibilmente danneggiate dalle macerie del crollo del WTC 1, oltre 100 metri distante. ( NIST, 2005)
Il danno fu senza dubbio non simmetrico inoltre nessuna delle colonne interne del nucleo sono state danneggiate dai detriti; ricordiamo, ma è ben noto, che il WTC 7 non fu mai colpito da alcun aereo.
Un crollo quasi simmetrico avrebbe richiesto la demolizione simultanea di più colonne portanti ( vedi sotto le note sulla pubblicazione di Bazant & Zhou).
Un collasso completo e quasi simmetrico dovuto, secondo la versione “ufficiale”, solo agli incendi appare poco verosimile in quanto i cedimenti strutturali sono più frequentemente crolli asimettrici.
Appare intuitivo che se solo alcune colonne avessero ceduto avremmo assistito a un crollo parziale [ comunque non simmetrico - NDT ].
Per esempio grosse parti del WTC 5 rimasero in piedi il 9/11 nonostante l’edificio avesse subito ingenti danni e al suo interno vi fossero fortissimi incendi.
Nella foto a sinistra è visibile il collasso di un alto edificio in circostanze “naturali” ( un terremoto - NDT)
Nella foto a destra sono visibili le macerie dell’Ambiance Plaza [ crollato durante la costruzione nell’Aprile dell’87 a Bridgeport, Connecticut - NDT ] in cui si vede chiaramente come i piani di cemento, rovinati gli uni sugli altri, siano rimasti in gran parte intatti creando anche un quantitativo minimo di polvere.
In modo opposto, gli edifici presso il WTC si polverizzarono in finissima polvere come del resto è tipico di demolizioni controllate.
D’altro canto uno degli obiettivi principali delle demolizioni controllare è proprio quello di demolire gli edifici in modo completo, verticale e simmetrico.
Per chi volesse esaminare esempi di demolizioni controllate può andare sul sito implosionworld.com : i video relativi al Philips Building, al Southwark Towers, e al Schuylkill Falls Tower sono particolarmente indicativi.
Anche le annotazioni conclusive dello stesso rapporto FEMA sembrerebbero supportare queste argomentazioni :
La natura degli incendi nel WTC7 e il perchè causarono il crollo dell’edificio rimangono tutt’ora fatti sconosciuti. Sebbene si trovassero ingenti quantità di diesel [ usato pare in alcuni generatori di emergenza - NDT ] dotati quindi di una certa energia potenziale, la spiegazione del crollo basata solo su questi incendi appare poco plausibile. Ulteriori ricerche e analisi sono necessarie al fine di chiarire questo fatto.FEMA, 2002, capitolo 5
Ma questo è proprio il punto! Ulteriori accertamenti e analisi sono davvero necessari e a questo punto si dovrebbe anche prendere in seria considerazione l’ipotesi, fin’ora scartata da tutti i rapporti ufficiali ( FEMA, NIST and 9-11 Commission), che gli edifici siano stati demoliti intenzionalmente in modo controllato.
Notate che il rapporto della 9-11 Commission ( versione 2004) non ha neppure menzionato il collasso del WTC 7 il 9/11.
Questa è una grave omissione di dati di fondamentale importanza per capire cosa sia realmente successo l’11 di Settembre.
Un articolo del New York Times intitolato “Gli Ingegneri sono attoniti di fronte al crollo del WTC 7; strutture in acciaio sono in parte avaporate” fornisce spunti interessanti :
Gli esperti concordano nell’affermare che nessun grattacielo moderno, in acciaio rinforzato, come il WTC 7 è mai crollato a seguito di incendi non controllati.Glanz, 2001
Norman Glover, un esperto in incendi afferma :
“E’ quasi impossibile che un grosso edificio non possa subire un grosso incendio almeno una volta nella sua vita tuttavia nessun grattacielo è mai crollato a causa di un incendio... Lo stesso World Trade Center fu sede di un grosso incendio tuttavia l’edificio sopravvisse con danni minimi che una volta riparati gli permisero di tornare in servizio”Glover, 2002
Nessun grattacielo è mai crollato per incendio nè si sono mai visti metalli fusi nelle macerie!
Questo è vero : nessun edificio d grosse dimensioni in acciaio è mai crollato a causa di incendi nè prima nè dopo il 9/11!
Tuttavia crolli così completi e quasi simmetrici in edifici aventi strutture in acciaio si sono già verificati numerose volte : tutti questi crolli erano dovuti a cariche esplosive preposizionate in procedure chiamate “implosioni“ o demolizioni controllate.
Che strana coincidenza, allora, che ben tre grattacieli siano crollati lo stesso giorno in modo così netto e preciso e senza l’ausilio di esplosivi.
In tutta la storia dell’ingegneria civile, gli unici esempi di grattacieli crollati in modo così singolare si hanno solo il 9/11
Gli ingegneri hanno cercato di far luce su cosa effettivamente fosse successo soprattutto per capire se altri edifici, sparsi per il paese, avrebbero potuto correre gli stessi rischi.
Fortunatamente la maggiorparte degli edifici non crollarono mai, pur avendo subito danni di tutti i tipi inclusi grossi incendi :
“Nè gli incendi nè i danni strutturali possono in alcun modo giustificare la presenza di strutture in acciaio nelle macerie che sembrano abbiano subito una parziale evaporazione”Dottor Jonathan Barnett Glanz, 2001
Non c’è da stupirsi che l’acciaio parzialmente evaporato sia un fatto particolarmente scomodo per la teoria ufficiale dal momento che la carta, i materiali da ufficio o anche il diesel [ che si trovava in alcuni serbatoi - NDT ] non avrebbero potuto generare temperature dell’ordine di quasi 3000°C necessari a far evaporare l’acciaio ( ricordiamo che il WTC 7 non fu mai colpito da alcun aereo quindi non vi è carburante d’aereo [ kerosene - NDT ] coinvolto nell’incendio dell’edificio).
Varianti della termite, dell’ RDX e altri incendiari o esplosivi comunemente usati nelle demolizioni avrebbero potuto con estrema facilità tagliare l’acciaio delle colonne portanti in quanto sviluppano le alte temperature richieste.
Questo è un’altro mistero che meriterebbe un approfondimento ma di cui non è mai stata fatta menzione nei rapporti della 9-11 Commission o del NIST.
Sbuffi orizzontali e detriti sono stati osservati venire eiettati dal WTC7 nei piani alti, in sequenze regolari, appena prima che l’edificio cominciasse a collassare.
Il lettore potrebbe voler rivedere i video che mostrano il crollo dell’edifico [ il video in cui si vede la sequenza di sbuffi, da cui è tratta la foto, lo trovate a questo indirizzo : st12.startlogic.com - NDT ]
I piani superiori non si sono ancora mossi tra loro di un piano [ per l’effetto di taglio dovuto del collasso - NDT ] come vediamo nel video.
Osserviamo anche che l’intervallo di tempo tra uno sbuffo e il successivo è minore di 2 decimi di secondo quindi possiamo escludere che essi siano dovuti all’aria espulsa durante il crollo [ perchè l’intervallo è troppo breve e perchè il collasso deve ancora cominciare - NDT ] ( vedere Chertoff, 2005).
Il tempo di caduta per effetto gravitazionale di un piano che cade sul successivo è infatti decisamente superiore ai 2 decimi di secondo misurati prima : la formula del moto uniformemente accelerato nel vuoto ( y = ½·g·t2) fornisce un intervallo di tempo superiore ai 6 decimi di secondo.
Poco prima del crollo si vedono sbuffi fuoriuscire da un lato del WTC 7
La presenza di tali sbuffi ( “squibs”) che sembrano procedere [ ATTENZIONE! - NDT ] dal basso verso l’alto sono tipici delle demolizioni controllate : ancora una volta possiamo aiutarci con i video forniti dal sito implosionworld.com. Lo stesso sito mostra che tali “squibs” si muovono dal basso verso l’alto a notevole velocità [ perchè le esplosioni sono pilotate al millisecondo per via elettronica - NDT ].
E’ allora superfluo ammettere che gli sbuffi che si vedono poco prima del crollo del WTC7 potrebbero essere una ulteriore evidenza a sostegno dell’ipotesi che l’edificio fu demolito attraverso l’impiego di cariche esplosive.
Gli sbuffi seguono una sequenza velocissima, dal basso verso l’alto
La pubblicazione da parte del governo ( NIST in particolare) di tutti i dati videofotografici che mostrerebbero gli incendi, i danni e il collasso del WTC7 il 9/11 ci permetterebbero di analizzare in dettaglio questi sbuffi e capire se questi sbuffi siano dovuti a finestre esplose piuttosto che cariche da demolizione.
Sbuffi orizzontali e il rombo di esplosioni sono ancora più evidenti nei video disponibili del collasso delle Torri Gemelle ( vedi sezioni 7 e 8 in seguito).
Il New York Times pubblicò un articolo, che aggunge una ulteriore singolarità, intitolato “Uffici segreti della C.I.A. distrutti l’11 di Settembre”.
New York Times : la C.I.A. aveva uffici nell’edificio distrutto
La C.I.A. aveva infatti uffici “segreti” proprio nel WTC7 : tutti gli impiegati dell’agenzia furono evacuati in tutta sicurezza. Possiamo immaginare che la C.I.A. ebbe modo di osservare il disastro delle Torri dalle finestre del loro stesso ufficio prima che decidessero d
i evacuarlo.( Risen, 2001)
Anche il rapporto ufficiale della FEMA ammette l’esistenza di una singolare anomalia riguardante il collasso della Torre Nord :
L’analisi dei nastri con le fasi del collasso riprese da diversi angoli indica che l’antenna posta in cima all’edificio iniziò a scivolare verso il basso e lateralmente leggermente prima che qualsiasi collasso della struttura esterna fosse visibile. Questo fatto sembra suggerire che il crollo sia iniziato con cedimenti strutturali localizzati nell’area centrale dell’edificio.FEMA, 2002, capitolo 2
La Torre Nord era ancora apparentemente integra quando la grossa antenna televisiva cominciò a scivolare di lato
Naturalmente possiamo verificare questo fatto noi stessi attraverso i video reperibili al seguente indirizzo : 911research.wtc7.net
[ esiste anche un link alla pagina, dello stesso sito, in cui è possibile vedere i frame uno per volta ma al momento non è raggiungibile; per vedere questo dettaglio è necessario avanzare di singoli frame per volta e si noterà l’antenna collassare con la struttura “ferma” - NDT ]
Anche un articolo del NY Times ha notato questo comportamento singolare :
L’edificio è rimasto in piedi per più di un’ora e mezza. I video del collasso della Torre Nord mostrerebbero l’antenna televisiva iniziare a cadere una frazione di secondo prima il resto dell’edificio. Le osservazioni suggeriscono che il nucleo in acciaio abbia per qualche ragione ceduto per primo.Glanz and Lipton, 2002
Ma come ?
Cosa avrebbe causato la rottura simultanea delle 47 enormi colonne di acciaio sostenenti l’antenna se non cariche esplosive da taglio ?
L’anticipata quanto anomala caduta dell’antenna è stata notata, come abbiano appena visto, dalla FEMA ( rapporto 2002) e dal New York Times ( Glanz and Lipton, 2002) ma ancora non è stata spiegata nei rapporti ufficiali ( FEMA, 2002; 911 Commission, 2004; NIST, 2005)
Com’è possibile che le colonne centrali abbiano ceduto prima di qualsiasi altro elemento strutturale ?
Il rapporto del NIST si limita ad annotare che
... registrazioni video e fotografiche sembrerebero indicare che l’antenna è affondata nel tetto ( McAllister 2002)
e arrischiarsi in una spiegazione :
Non appena furono esaminate le registrazioni effettuate in direzione est e ovest sembrò che la sezione dell’edificio sopra il punto di impatto si fosse inclinata verso sud non appena cominciò il collasso.NIST, 2005
Tuttavia non troviamo traccia in tale rapporto di analisi quantitative che dimostrino che questa inclinazione fu sufficiente a causare la caduta dell’antenna nè che l’inclinazione dell’edificio avvenne per prima.
Per di più i ricercatori della FEMA che analizzarono i “nastri con le fasi del collasso riprese da diversi angoli” sono giunti alla conclusione che il collasso iniziò con uno o più cedimenti avvenuti nella parte centrale dell’edificio. ( FEMA, 2002)
Analisi quantitative sono ancora necessarie per chiarire questo punto.
[ vedere anche Caduta dell'Antenna Televisiva Torre Nord ]
Esplosioni multiple in rapida successione furono riportate da numerosi testimoni che si trovavano dentro e vicino alle Torri, compatibili con le esplosioni tipiche di demolizioni controllate.
Testimoni attendibili hanno visto bagliori e sentito esplosioni poco prima del crollo
I Vigili del Fuoco ma anche altri testimoni raccontarono di aver visto distintamente bagliori ( “flash”) e di aver udito esplosioni localizzate nei piani alti, proprio vicino al punto d’impatto dell’aereo, e nei piani bassi del WTC 2, molto al di sotto dei piani colpiti. ( Dwyer, 2005)
Per esempio un inviato della Fox raccontò, poco prima del collasso della Torre Sud :
C’è appena stata un’esplosione alla base dell’edificio ... vedo del fumo bianco uscire dalla base ... è successo certamente qualcosa nell’edificio! ... ancora un’altra esplosione!De Grand Pre, 2002
Il Vigile del Fuoco Edward Cachia raccontò :
I flash provenivano dalla base dell’edificio
Eravamo sicuri si fosse trattato di una detonazione interna ... di esplosivi insomma ... perchè le botte andarono in successione ... boom, boom, boom, boom, e poi la torre venne giù ... in realtà questo avvenne a un piano più basso, comunque non il piano colpito dall’aereoEdward Cachia ( in Dwyer, 2005)
[ l’intervista a Cachia è tratta da questa del NY Times : link - NDT ]
L’Assistente Ispettore dei Vigili del Fuoco Stephen Gregory fornisce ulteriori dettagli :
[ vedere anche l’intervista del NY Times : link - NDT ]
Quando guardai nella direzione del Trade Center prima che venisse giù, intendo dire prima che il numero 2 venisse giù, ... vidi dei bagliori in basso, dei “flash”. Stavo parlando con il Luogotenente Evangelista e senza che gli avessi accennato nulla, lui per primo mi chiese se anch’io avessi visto quei bagliori in basso proprio davanti all’edificio e io dissi di sì perchè li avevo appena visti - in quel momento non potevo sapere cosa significassero. Mi spiego : potevano essere il risultato del crollo, potevano essere delle cose che stavano esplodendo, ... so solo di aver visto diversi flash veloci uno dopo l’altro e poi ho visto l’edificio crollare.Stephen Gregory ( Assistente Ispettore dei Vigili del Fuoco)
[ viene ora riportata parte dell’intervista che Gregory ha rilasciato presumo al NY Times con domanda e risposta ]
D.: Quello che vide fu ai piani alti dove c’erano gli incendi ?
Il carburante degli aerei bruciò molto probabilmente in meno di 10 minuti
R.: No, al livello basso dell’edificio. Ha presente quando si demolisce un edificio e come quello viene giù ? Ecco, fu quello che sono sicuro di aver visto! Non gli ho accennato niente [ si riferisce al collega - NDT ] ma fu lui a dire : “Non so se sono pazzo ma ho voluto chiedertelo perchè stavi qui davanti anche te...” quindi mi chiese : “Hai visto anche tu i flash ?” e io risposi di sì che li avevo visti ma non ho avevo detto nulla perchè pensavo me li fossi immaginati. E lui : “No no li ho visti anch’io!” Insomma voglio dire : li ho associati al collasso dell’edificio e a esplosioni, avrebbero potuto essere detonazioni a controllo elettronico, non saprei.”Stephen Gregory ( Assistente Ispettore dei Vigili del Fuoco)
Dwyer, 2005, FDNY WCT2 File No. 91 10008
E’ altamente improbabile che il kerosene degli aerei fosse presente in tale quantità da generare tali esplosioni specialmente nei piani bassi e soprattutto così tanto tempo dopo l’impatto degli aerei.
Il Dottor Shyam Sunder, ispettore capo al NIST, affermò :
“Il carburante degli aerei bruciò molto probabilmente in meno di 10 minuti”Field, 2005
“Esplosioni elettriche” sarebbero state ovviamente insufficienti ad abbattere un grattacielo in acciaio. Cariche esplosive potrebbero invece fornire una spiegazione più plausibile e semplice per le detonazioni, i flash e il successivo collasso dell’edificio.
Ancora una volta non è più ammissibile affermare che “non c’è alcuna prova” a sostegno dell’ipotesi di impiego di esplosivi il 9/11 : si tratta invece di un argomento serio che merita di essere trattato come una plausibile ipotesi scientifica e investigato approfonditamente.
Solo il 9/11 si assiste ad edifici disintegratisi in polvere della consistenza della farina
La violenta espulsione orizzontale di strutture d’acciaio a un centinaio di metri di distanza a la polverizzazione del cemento, ridotta a una polvere talmente fine da sembrare farina, sono fatti che sono stati osservati chiaramente nel collasso delle Torri Gemelle e forniscono altre prove dell’uso di esplosivi - come è spiegato molto bene alla pagina 911research.wtc7.net ( vedere anche Griffin, 2004, capitolo 2)
Gli sbuffi osservati si trovano molto al di sotto della regione soggetta alla polverizzazione.
Anche in questo caso non possiamo che notare analogie con gli sbuffi visibili nelle demolizoni controllate visionabili al sito implosionworld.com ( vedere la demolizione delle Southwark Towers).
A differenza di quanto visto per il WTC 7, le esplosioni sembrano seguire una direzione dall’alto verso il basso il che è certamente insolito per esplosioni controllate ma sicuramente possibile visto che alla fine dipende dall’ordine con cui si fanno detonare gli esplosivi.
In altri termini gli esplosivi potrebbero essere stati piazzati nei piani alti degli edifici e fatti esplodere attraverso segnali radio in modo da avere le prime esplosioni all’incirca nei punti in cui impattarono gli aerei.
Si tratta ad ogni modo di ipotesi da prendere in seria considerazione, usando tutti i dati disponibili.
La commissione del NIST ammette candidamente che il loro rapporto “non spiega il comportamento dinamico della torre dopo che le condizioni strutturali fecero inziare il crollo” ( NIST, 2005, p. 80).
Si tratta quasi di una confessione visto che è proprio dal comportamento dinamico del crollo che traspare in modo più evidente l’impiego di cariche esplosive da demolizione. ( Harris, 2000)
Il rapido crollo delle Torri e del WTC 7 è stato analizzato da diversi ingegneri e scienziati ( vedi 911research.wtc7.net e Griffin, 2004, capitolo 2).
Il tetto del WTC 7 tocca terra in meno di sette secondi ( 6,5 ± 0,2 secondi); insieme ad alcuni studenti abbiamo cronometrato questo tempo osservando la caduta dell’angolo a sud ovest. Un oggetto che cade dalla stessa altezza nel vuoto impiega circa 6 secondi (
) mentre nel nostro caso il tetto del WTC7 tocca il suolo in 6,5 secondi.
In modo simile anche le Torri crollano ad una velocità sorprendente; addirittura la parte superiore cade ad una velocità comparabile con quella dei detriti che, egettati durante il crollo, scendono alla velocità di caduta libera. ( 911research.wtc7.net e Griffin, 2004, capitolo 2)
Dove è finito il ritardo che ci aspetteremmo di trovare al fine di garantire la conservazione della quantità di moto - ovvero uno dei fondamenti della fisica ?
[ vedere anche il mio articoletto : Analisi crollo WTC1 - NDT ]
Quando i piani collassanti impattano quelli inferiori, aventi colonne di supporto integre, la caduta dei piani impattanti dovrebbe venire rallentata [ nella migliore delle ipotesi, pur con un cedimento dopo l’impatto, dovremo avere una velocità di caduta complessiva “media” delle due, ( prodotto massa per velocità costante) - NDT ]
Se le colonne centrali fossero rimaste in piedi avremmo avuto una minor massa resistiva ma naturalmente non è il caso visto che per qualche ragione anche le colonne hanno ceduto o sono state disintegrate mentre venivano colpite dal piano impattante. Una recente analisi di un Professore di Ingegneria Meccanica, Judy Wood, sul rapido collasso delle Torri è istruttivo oltre che preliminare : Billiard Balls.
Come hanno potuto i piani superiori cadere così velocemente e conservare ancora una sufficiente quantità di moto durante la fase del collasso degli edifici ?
Questa stridente contradizione è ignorata dai tre rapporti ufficiali principali visto che la conservazione dell’energia e della quantità di moto non sono analizzati.
Il paradosso potrebbe essere risolto se introducessimo l’ipotesi per cui è stato impiegato dell’esplosivo in quanto le cariche avrebbero potuto rimuovere velocemente i piani inferiori ( incluse le colonne portanti) e permettere una caduta comparabile per velocità a quella libera. ( Harris, 2000)
Gli esplosivi potrebbero anche spiegare perchè le torri in caduta si siano disintegrate in finissima polvere.
Invece dell’ammasso di detriti e cemento che ci saremmo aspettati da un collasso non esplosivo, abbiamo invece una situazione completamente diversa visto che la maggiorparte del materiale ( acciaio, cemento, pavimenti, ecc...) è stato tramutato in polvere della consistenza della farina; tale polverizzazione è addirittura avvenuta durante il collasso stesso.
I collassi degli edifici non sono stati dei tipici crolli casuali ma più probabilmente una serie di esplosioni del tipo “shock-and-awe” ( letteralmente : “scuoti e riscuoti”) abbinate all’uso di potenti incendiari come la thermate - per lo meno le evidenze sembrano puntare decisamente in questa direzione e tali ipotesi necessitano di essere esplorate.
Ad un certo punto l’enorme blocco si tramuta quasi completamente in polvere!
Chi volesse preservare l’inviolabilità delle leggi fisiche fondamentali dovrebbe certamente porsi delle domande!
Consideriamo il collasso della Torre Sud :
911research.com - south_tower_collapse.mpeg
Osserviamo che, approssimativamente i 30 piani superiori iniziano a ruotare come un blocco, verso sud ed est.
Il blocco non cade perpendicolarmente al terreno ma piuttosto comincia a ruotare su se stesso.
La forza di torsione del blocco, dovuta alla forza di gravità, e l’acquisito momento angolare è enorme.
Ad un certo punto però − e questo è l’aspetto sconcertante - il blocco si tramuta quasi completamente, mentre è ancora a mezz’aria, in polvere!
Ma come è possibile spiegare questo fenomeno se non ricorriamo all’uso di esplosivi ?
Questo fenomeno richiede una analisi attenta perchè - incredibile solo pensarlo - i rapporti governativi non sono riusciti ad analizzare neppure questo fenomeno. Beh ... certo ... il Rapporto Finale del NIST “non include il comportamento delle strutture durante il crollo” ( NIST, 2005, p. 80)
Invece proprio se siamo interessati a capire come siano andate le cose che non possiamo permetterci di ignorare i dati osservati, cosa che invece la commissione del NIST ha ammesso di aver fatto. Ma per quale motivo hanno seguito una procedura così antiscientifica come quella di ignorare dati di primaria importanza ? La faccenda puzza di pressioni politiche su quello che avrebbe dovuto essere una “aperta ed accurata” indagine scientifica. ( vedere Mooney, 2005)
Così insieme ad altri pretendo che tale aperta ed accurata indagine si faccia. Spero altresì che la comunità internazionale faccia lo stesso. La mancanza di studi seri e approfonditi rende il campo aperto a ipotesi alternative, alcune delle quali presentate qui.
Il fatto di aver assistito ad un collasso veloce, verticale, completo e simmetrico pone in una situazione imbarazzante la “teoria ufficiale“ per la quale le uniche cause sono state incendi casuali e danni strutturali localizzati.
E’ evidente che ottenere un simile risultato, pur con l’impiego di cariche da demolizione, richiede una meticolosa pianificazione e notevole esperienza.
Tom Harris, un’autorità in questo campo, ha spiegato :
Il vero problema nel demolire l’edificio è controllare la dinamica del collasso.
Teoricamente una squadra di demolizione potrebbe abbattere un edificio facendolo cadere di lato in un parcheggio, ad esempio, o in qualsiasi altra are aperta. Questo tipo di demolizione è certamente la più semplice da eseguire. Ribaltare un edificio in questo modo è simile all’abbattere un albero. Per abbattere un edifico con questa modalità gli artificieri fanno detonare per prime le cariche dalla parte verso cui si vuole far cadere l’edificio.
“Se avessi dovuto abbattere le Torri, avrei piazzato delle cariche nelle fondamenta in modo da sfruttare il peso stesso della torre e facilitarne il collasso” - Mark Loizeaux
Prosegue Harris :
A volte però questo non è possibile perchè l’edificio è circondato da strutture che devono essere preservate integre. In questo caso la squadra deve effettuare una vera e propria “implosione” ovvero demolire l’edificio in modo che cada esattamente in verticale, sulla propria stessa proiezione a terra ( cioè l’area occupata dalla base dell’edificio). Si contano sulla punta delle dita le compagnie aventi l’esperienza necessaria a portare a termine questo tipo di operazioni.
I demolitori affrontano ogni nuovo “progetto” in modo indipendente e leggermente differente. Una scelta tipica è di far detonare le colonne al centro dell’edificio prima delle altre in modo da causare la caduta del perimetro dell’edificio al suo stesso interno [ una implosione, praticamente come un palloncino che si sgonfia - NDT ]. L’idea generale è di distruggere le colonne sui piani bassi per prime quindi far detonare le cariche in qualche piano superiore dell’edificio.[ si tratta di un’operazione tipica nelle demolizioni controllate in quanto si sfrutta anche l’effetto “ariete” delle sezioni superiori in caduta su quelle inferiori fatte collassare prima - NDT ]Harris, 2000
[ vedere anche l’articolo sempre di Harris building implosion - NDT ]
Una osservazione attenta del collasso del WTC 7 mostra come l’edificio inizialmente si “insacchi”, più o meno nel suo centro, suggerendo che le colonne di supporto siano state “tirate via” quindi i “muri” crollano verso il loro stesso interno in modo che la caduta dell’intero edificio avvenga quasi in perfetta verticale e sulla propria base. ( Harris, 2000).
Gli sbuffi di detriti che abbiamo visto uscire dai piani superiori del WTC 7 al momento del collasso appaiono allora compatibili con l’impiego di cariche da demolizione. La stessa FEMA osserva che il collasso è avvenuto in modo molto preciso :
Il collasso del WTC 7 ha avuto una piccola dispersione di macerie e detriti nell’area suggerendo che all’interno sia avvenuto un cedimento strutturale che ha causato l’implosione dell’edificio... Il raggio medio a cui si sono trovati detriti è infatti approssimativamente 20 - 25 metri ( 70 piedi)FEMA, 2002, capitol 5
Anche noi concordiamo sul fatto che l’implosione del WTC 7 fu davvero perfetta, ma ancora :
Si contano sulla punta delle dita le compagnie aventi l’esperienza necessaria a portare a termine questo tipo di operazioni.Harris, 2000
Riflettete :
Perchè i terroristi avrebbero dovuto preoccuparsi di far colalssare gli edifici con tale precisione quando avrebbero potuto “abbatterli di lato” con molto minor sforzo ma al tempo stesso provocando danni molto più ingenti nel cuore di Manhattan ?
Dove hanno conseguito le necessarie competenze oltre che l’accesso agli edifici al fine di preparare una implosione simmetrica ?
Queste sono domande che rimangono aperte.
Una delle persone che una accurata indagine dovrebbe sentire come persona informata dei fatti dovrebbe essere l’esperto di demolizioni, Mark Loizeaux, presidente della Controlled Demolition Inc..
Commentando il modo con cui gli edifici sono venuti giù, Loizeaux disse in una intervista :
“Se avessi dovuto abbattere le Torri, avrei piazzato delle cariche nelle fondamenta in modo da sfruttare il peso stesso della torre e facilitarne il collasso”Mark Loizeaux ( vedere Bollyn, 2002)
Infatti - “cariche nelle fondamenta” è proprio quello che hanno riportato i testimoni quando parlarono di esplosioni provenire dal basso degli edifici prima del collasso ( vedi sezione 7 prima).
Certamente sarebbe il metodo per tagliare le colonne portanti e ciò è compatibile con la caduta dell’antenna televisiva della Torre Nord come pure con la curvatura al centro dell’edificio 7 proprio prima dei rispettivi collassi.
Non abbiamo dubbi che Mr. Loizeaux potrebbe conoscere le aziende con le competenze giuste per effettuare operazioni di questo tipo visto che la sua compagnia è certamente una di queste e fu ingaggiata per rimuovere velocemente le macerie dal luogo del disastro. Se non avete ancora dato un’occhiata al collasso simmetrico del WTC 7 perchè non lo fate ?
Prestate attenzione all’infossatura iniziale dell’edificio, proprio al centro, e agli “squibs” ( gli sbuffi) che fuoriescono in sequenza dal basso verso l’alto dal lato dell’edificio; ancora : fate attenzione al crollo verticale e simmetrico. Tutte queste sono caratteristiche comuni nelle demolizoni controllate.
Potete anche approfondire a questi indirizzi : 911research.wtc7.net e wtc7.net.
Un professore di Ingegneria Meccanica mi suggerì di dare un’occhiata alla pubblicazione di Zedenek P. Bazant, Yong Zhou e così ho fatto.
Leggo :
Le Torri del World Trade Center, alte 110 piani, furono progettate per resistere senza problemi alle forze causate dall’impatto orizzontale di grandi aerei commerciali. Allora perchè le torri sono crollate ?Bazant e Zhou, 2002, p. 2
Infatti - le Torri del WTC erano in grado di resistere all’impatto di grossi aereomobili - siamo d’accordo.
Anche Thomas Eagar, del MIT, concorda :
Il numero di colonne perse a causa dell’impatto inziiale non era elevato quindi i carichi si ridistribuirono sulle rimanenti colonne.Eagar e Musso, 2001
Proseguiamo con Bazant e Zhous :
L’inferno causato dal carburante fuoriuscito dall’aereo e riversatosi nella struttura ha sottoposto l’acciaio delle colonne a temperature apparentemente superiori agli 800°C.Bazant and Zhou, 2002, p. 2.
Secondo il rapporto ufficiale la temperatura sulle strutture non superò mai i 600°C
Ma da una nota del rapporto NIST apprendiamo che :
L’incendio causato dal carburante dell’aereo si esaurì nel giro di pochi minuti mentre i materiali da ufficio, in una certa area, avrebbero potuto bruciare per circa una ventina di minuti.NIST, 2005; p. 179)
Certamente siamo sicuri che il kerosene non avrebbe potuto innalzare la temperatura sopra gli 800°C.
Proseguiamo con Bazant e Zhou :
Oltre la metà delle colonne nel piano interessato ha subito un sovraccarico e non riuscendo più a sostenere il carico della sezione superiore dell’edificio ...Bazant e Zhou, 2002, p. 2.
Secondo il rapporto ufficiale l’incendio si consumò al massimo in un quarto d’ora
Bazant e Zhou non spiegano però perchè “oltre la metà delle colonne nel piano interessato abbia subito un sovraccarico” e perchè questo sia venuto in modo sincrono in modo da far crollare la struttura verticalmente e simmetricamente.
Nel nucleo di ogni Torre erano presenti 47 gigantesche colonne in acciaio [ più altre 240 perimetrali - NDT ] e 24 colonne portanti, simili a queste, anche nel WTC 7.NIST 2005; NISTb, 2005
Non riescono a spiegare nè come abbia fatto la temperatura a superare gli 800°C se a bruciare erano materiali da ufficio nè perchè le colonne abbiano ceduto simultaneamente.
Lo stesso NIST ha riportato che i materiali bruciarono per 15 - 20 minuti prima di esaurirsi. ( NIST, 2005, pp. 117, 179)
Non può esserci stato il calore nè il tempo sufficiente per alzare la temperatura delle immense colonne oltre gli 800°C ( contriamente dal modello di Bazant & Zhou) senza contare il fatto che la struttura rappresentava essa stessa un enorme radiatore.
Il fatto che il medesimo disastro si sia verificato lo stesso giorno per tre edifici nella stessa area rende una spiegazione, già improbabile, ancora più incredibile.
Il rapporto finale del NIST ammette :
Delle oltre 170 zone esaminate sulla superficie di 16 colonne perimetrali, solo tre colonne mostrano che l’acciao è stato sottoposto a temperature superiori ai 250°C. Solo 2 campioni di colonne centrali nel nucleo avevano uno strato esterno sufficiente per fare una analisi di questo tipo e la loro temperatura non ha mai raggiunto i 250°C.
Dalle analisi il NIST ha determinato che non ci fosse alcuna prova che i campioni superarono mai i 600°C.NIST, 2005, pp. 176-177
Eagar aggiunge che
Fattori come l’estensione degli incendi e la quantità di fuliggine prodotta hanno ridotto la capacità dissipativa per radiazione portando la temperatura vicino al valore massimo di 1000°CEagar e Musso, 2001
Anche se questa fosse la massima temperatura possibile dell’aria all’interno degli incendi del WTC, il fatto non implica in alcun modo che l’acciaio strutturale possa aver raggiunto tale temperatura nel tempo in cui gli incendi agirono. Anzi, il NIST ribadisce che non c’è alcuna prova che faccia pensare che qualche campione, tra quelli analizzati, abbia superato i 600°C. Per coerenza questa affermazione è compatibile con i grafici che mostrerebbero le temperature nelle colonne : osserviamo che, secondo il NIST, nessuna colonna ha mai superato i 600°C. ( NIST, 2005) Anche per quanto riguarda il WTC 7, Bazant e Zhou dicono poco ma accennano, in un “addendum” a parte che la fonte del calore necessario potrebbe essere il gas naturale. ( Bazant and Zhou, March 2002, p. 370)
Anche il rapporto FEMA tocca questo argomento :
Le notizie iniziali riportarono la presenza di una conduttura del gas da 24 pollici [ 10 cm - NDT ] nei pressi dell’edificio [ WTC 7 ] tuttavia la notizia si dimostrò falsa.FEMA, 2002, capitolo 5
E’ singolare che la parte del rapporto finale del NIST dedicata allo studio delle cause del collasso del WTC 7 sia stata “disaccoppiata” e ritardata rispetto al rapporto principale ( è stata infatti pubblicata solo nel 2005). Mi sono comunque trovato d’accordo su alcuni punti del rapporto; per esempio :
Sia il WTC 1 che il WTC 2 rimangono stabili durante l’impatto degli aerei [ testimoni hanno riferito di oscillazioni ma queste rimasero nel limite strutturale - NDT ] e resistettero per 102 e 56 minuti rispettivamente [ la Torre Sud o Numero 2 pur essendo stata colpita per ultima crolla per prima - NDT ].
L’analisi del danno strutturale provocato dagli aerei mostra che entrambe le Torri possedevano una considerevole resistenza; questo fatto trova conferma nell’analisi delle vibrazioni dopo l’impatto del WTC 2... la torre danneggiata [ viene colpita di lato - NDT ] oscillò con una frequenza quasi uguale al primo modo proprio di oscillazione che si sarebbe avuto normalmente cioè in assenza di danni [ per esempio in risposta al vento - NDT ] ( NIST, 2005, p. 144 e sezione 8.3.3)
Nelle zone interessate da incendi, le temperature [ dell’aria non dell’acciaio ] prossime ai 1000°C durarono dai 15 ai 20 minuti. Si stima che oltre tale intervallo di tempo le temperature in tali zone scesero a 500°C o anche meno.NIST, 2005, p. 127
Il NIST incaricò gli Underwriters Laboratories, Inc. [ ul.com - azienda non governativa e non profit che si occupa di test su prodotti di varia natura - NDT ] di effettuare studi circa la resistenza delle travatura come quelle delle Torri... In tutti e quattro i test i campioni riuscirono a sostenere il massimo carico per circa 2 ore senza collassare. ( NIST, 2005, p. 140).
Il NIST sostiene che i collassi di tutti e tre gli edifici sono stati iniziati dall’incendio; questa ipotesi è in disaccordo con le osservazioni precedenti ed in particolare con il fatto che i test di resistenza all’incendio con i modelli reali non risultarono in un collasso strutturale.
In una pubblicazione di esperti di incendi inglesi troviamo queste obiezioni :
Il punto centrale della teoria con cui il NIST spiegherebbe il collasso si basa sul comportamento delle colonne sottoposte ad un incendio [ ... ] Riteniamo tuttavia che tra le colonne centrali e quelle perimetrali occorra uno spostamento relativo verticale molto maggiore dei 300 mm proposti affinchè si possa considerare realistica la teoria. A differenza del team di ricerca del NIST, non riteniamo che la quantità di protezione passiva asportata dalle travature sia un fattore così importante nell’analisi del collasso. [ si trattava di un rivestimento anti-incendio attorno agli elementi in acciaio e che fu in alcuni punti asportato forse a causa dell’impatto dell’aereo - NDT ] [ ... ] La dilatazione termica certamente subita dall’intera intelaiatura è un effetto ben più importante ma che non è stato ancora descritto [ dal NIST ].Lane and Lamont, 2005
[ vedere Teoria pancake - NDT ]
Mi trovo certamente d’accordo con queste obiezioni precise ed in particolare per quanto riguarda l’importanza della “risposta dell’intera intelaiatura”; per risposta dell’intera struttura mi riferisco anche alla conduzione termica del calore dai punti che erano soggetti agli incendi al resto della struttura.
Non posso che trovarmi d’accordo anche con l’osservazione che “le colonne centrali del nucleo non avrebbero potuto trascinare quelle perimetrali attraverso il pavimento.” ( Lane and Lamont, 2005)
I modelli al calcolatore implementati dal NIST per lo studio del collasso delle Torri, pur tenendo conto di molte caratteristiche degli edifici e degli incendi, sono meno che convincenti. Il rapporto finale afferma :
Il team di ricerca, usando diversi possibili valori per le variabili in gioco, ha individuato tre scenari : il più disastroso, il più ottimistico e quello medio.Dopo analisi preliminari è stato chiaro che nel caso medio le torri sarebbero rimaste in piedi. Il caso ottimistico è stato scartato dopo aver comparato i risultati dell’impatto dell’aereo [ da modello - NDT ] con gli eventi osservati.
Il caso medio ( Caso A per il WTC 1, Caso C per il WTC 2) sono stati scartati dopo che abbiamo confrontato gli eventi realmente osservati con l’analisi della risposta strutturale dei sottosistemi principali.
NIST, 2005, p. 142
Il rapporto NIST si presta a interessanti interpretazioni. I casi meno gravi, basati comunque su dati sperimentali, sono stati scartato perchè ... non avrebbero portato al collasso delle torri!
Ma visto che “si devono salvare le ipotesi” i modelli sono stati modificati per rendere lo scenario sempre più “pessimista” fino a che :
Il caso più grave ( B per il WTC 1 e D per il WTC 2) fu usato per analizzare il comportamento globale. Set completi di simulazioni furono effettuati per il Caso B e D. Fintanto che i risultati della simulazione non riproducevano le evidenze fotografiche [ cioè il crollo della torre ] i ricercatori hanno modificato i dati in ingresso ovviamente nel limite della realtà fisica. Così per esempio sono state modificate le forze esercitate dal pavimento incurvato sulle colonne perimetrali.NIST, 2005, p. 142
Il ruolo primario dei piani nel collasso delle torri fu di fornire una forza rivolta verso il basso e che facesse tendere le colonne perimetrali a incurvarsi verso l’internoNIST, 2005, p. 180
Forse si sono divertiti a modificare i dati fino a quando non sono riusciti a far collassare le Torri tuttavia è certo che il risultato finale di tali modifiche non è affatto convincente.
Notare come “le forze esercitate sulle colonne perimetrali dai piani incurvati sono state modificate” in modo da obbligare le colonne perimetrali a incurvarsi in modo sufficiente a causare il collasso. Si potrebbe sospettare che abbiano esagerato con gli aggiustamenti “a occhio”; alla luce di queste “confessioni” ci risulta più facile capire cosa volessero dire gli esperti inglesi ( Lane and Lamont, 2005) con la frase “le colonne centrali del nucleo non possono trascinare quelle perimetrali attraverso il pavimento”!
Il NIST ha dovuto usare parametri non verificabili al fine di giustificare il crollo degli edifici
Sono d’accordo anche con le obiezioni di Kevin Ryan riguardanti gli studi del NIST. Kevin Ryan, che era in quel periodo manager presso i Underwriters Laboratories ( UL), scrive un appunto a Frank Gayle del NIST riguardo il fatto che i modelli non riuscivano a prevedere il collasso delle Torri :
I test di laboratorio hanno dimostrato che la struttura non avrebbe potuto collassare
Sono sicuro che ne sei al corrente, l’azienda per cui lavoro ha certificato i componenti in acciaio che furono usati nella costruzione degli edifici del WTC. Nel richiedere informazioni sia dal nostro Direttore che dall’agenzia di Protezione Incendi l’anno passato ci venne suggerito di essere pazienti e capire che la UL stava lavorando insieme al tuo team. Sono al corrente dei tentativi dell’UL di fornire un sostegno nella ricerca, inclusi i test sui modelli di assemblaggio dei piani. Purtroppo i risultati di questi test ... indicano che gli edifici avrebbero dovuto resistere con facilità allo stress termico causato dalla combustione.Ryan, 2004
Quindi abbiamo appena appreso che i modelli usati dalla UL non riuscivano a spiegare il collasso dell’edificio; di questo fatto troviamo conferma anche nello stesso rapporto finale del NIST :
Il NIST incaricò la Underwriters Laboratories, Inc. di effettuare test al fine di verificare la resistenza al fuoco delle travature come quelle usate nelle Torri del WTC. Tutti e quattro i test i campioni riuscirono a reggere il massimo carico per cui erano stati progettati per circa 2 ore senza collassare... La squadra di ricerca fu obbligata a essere cauta nell’usare questi risultati direttamente nella formulazione delle ipotesi di collasso strutturale. Oltre a eventuali problemi di scala, possiamo immaginare che vi fossero altre differenze sostanziali tra gli incendi verificatisi nelle torri il 9/11, con la conseguente esposizione dei piani basali al calore, e la fornace usata nel test. Nonostante questo i risultati sperimentali mostrarono che questo tipo di assemblaggio era in grado di sostenere un notevole carico, senza collassare per un periodo di tempo assai maggiore rispetto a quello in cui durarono gli incendi negli edifici.[ NIST, 2005, p. 141 ]
Come ha potuto il NIST giustificare i crolli avvenuti al WTC quando non solo gli stessi modelli hanno fallito a prevederli ma non abbiamo un solo esempio di edifici di tali dimensioni crollati in seguito a incendi ?
Semplicemente il NIST ha adottato quelli che definisce “scenari pessimisti” ( chiamati B e D, NIST 2005, pp. 124-138) e i cui dettagli, non ci stupisce, ci sono tenuti piuttosto segreti.
Quello che invece è palese è che nelle loro analisi omettono qualsiasi considerazione, anche qualitativa, sulle caratteristiche di velocità e simmetria dei collassi.
In verità il NIST, in una nota a fondo pagina ( p. 80) del loro Rapporto Finale, fanno un’ammissione sorprendente :
L’obiettivo dell’analisi era quello di capire, per ciascuna torre, la sequenza di eventi che vanno dall’impatto dell’aereo fino all’inizio del crollo. Per brevità, in questo rapporto, tale sequenza è indicata come la “probabile sequenza di collasso”, sebbene essa non includa realmente il comportamento della torre dopo che le condizioni iniziali hanno avviato la fase di collasso strutturale [ ... ][ NIST, 2005, p.80, fn.12 ]
Il NIST non era interessato a descrivere le modalità di crollo : a cosa era interessato allora ?
Ancora, a pagina 142, il NIST ammette che la loro simulazione numerica viene arrestata fino a quando l’edificio non è “sul punto di crollare” e quindi ignorano con sconcertante disinvoltura tutti i dati che seguono.
I risultati dell’analisi è stata una simulazione del deterioramento della struttura di ciascuna torre dal momento in cui gli aerei hanno impattato fino a quando l’edifico, diventato instabile, era sul punto di collassare.Nist, 2005, p.142
Cosa dicono riguardo il collasso completo, rapido e simmetrico ? Cosa riguardo gli sbuffi osservati ? E riguardo l’antenna che comincia a cadere prima dell’edificio ? Come spiegano il metallo fuso trovato, addirittura a grosse pozze, nelle fondamenta sia delle Torri che del WTC 7 ?
Inutile pensarci : il NIST non ha preso in considerazione nulla di tutto quello che è successo dopo che gli edifici erano “sul punto di cadere”.
Alcuni di noi però vogliono prendere in considerazione TUTTI i dati senza fidarsi ciecamente di simulazioni numeriche “arrangiate” in modo da far uscire fuori i dati che si preferisce ottenere.
Ipotesi che non si possono discutere sono per loro natura non scientifiche.
D’altro canto il rasoio di Occam suggerisce che
La teoria più semplice che riesce a spiegare TUTTI i dati empirici è, molto probabilmente, proprio quella corretta.
Un articolo pubblicato sul New Civil Engineering ( NCE) riporta :
Le visualizzazioni dei meccanismi di collasso sono normalmente implementate proprio per verificare la validità dei modelli ad elementi finiti usati dai ricercatori
I ricercatori [ il NIST ] che si sono occupati del disastro del World Trade Center si sono rifiutati di mostrare una rappresentazione visiva del collasso delle Torri Gemelle nonostante il New Civil Engineering sia venuto a conoscenza di numerose richieste di chiarimento da parte di ingegneri civili e della sicurezza. Le visualizzazioni dei meccanismi di collasso sono normalmente implementate proprio per verificare la validità dei modelli ad elementi finiti usati dai ricercatori nei loro studi. In particolare, il meccanismo di collasso relativo alle travature in cima alla torre è stato argomento di dibattito fin da quando il NIST ha pubblicato le sue scoperte [...] Secondo il Professore di Ingegneria Civile dell’Università di Manchester Colin Bailey ( U.K.), ci sarebbe ancora molto da capire se si visualizzasse la risposta strutturale : “Il NIST dovrebbe senza dubbio mostrare la simulazione altrimenti sarà impossibile capire, attraverso le discrepanze con le prove video, quali siano gli errori del modello adottato” - spiega Bailey [...] Un noto ingegnere strutturale americano ci spiega che il NIST ha evidentemente speso molte energie nello sviluppo di modelli relativi all’impatto degli aerei e degli incendi sviluppatisi : “In relazione a questi, il modello globale non è molto sofisticato. Il software usato dal NIST è stato infatti spinto oltre i limiti e sono state adottate troppe semplificazioni, estrapolazioni e valutazioni opinabili”Parker, 2005
Abbiamo presentato una serie di dubbi, sollevati da esperti nel settore strutturale, che non possono che rafforzare le argomentazioni già riportate nel presente articolo da un fisico.
Il NIST non ha mai cercato di studiare la dinamica di crollo
I tredici punti che ho analizzato impongono, sulla base di evidenze scientifice, che siano effettuate immediatamente ulteriori indagini sui fatti del 9/11 e che si riveda la versione ufficiale.
Una serie di altre considerazioni forniranno motivazioni ulteriori per affrontare urgentemente una investigazione.
Concordo con le ragionevoli critiche espressa da esperti in protezione anti-incendio, come riportato nell’editoriale del Fire Engineering :
Rispettati membri della comunità degli esperti in protezione anti-incendio sono sul piede di guerra e una nuova valutazione è emersa : Il danno strutturale degli aerei e la combustione del kerosene non erano sufficienti a far crollare le torri... Abbiamo fondati motivi nel ritenere [ il giornale Fire Engineering ] che l’ “indagine ufficiale” benedetta dalla FEMA e seguita dalla ASCE ( American Society of Civil Engineers) sia una farsa mal riuscita che per quanto ne sappiamo potrebbe essere stata voluta da poteri politici il cui primario interesse era, per dirlo gentilmente, restare ben lontani dalla verità. Se facciamo eccezione per un sopralluogo di tre giorni, effettuato da membri della commissione di inchiesta dell’ASCE sul luogo del disatro e descritta da una fonte vicina all’associazione come una “gita turistica”, nessuno ha potuto verificare alcuna prova.
Alcuni cittadini, di fronte alla vergognosa investigazione, stanno anche protestando per le strade. Sally Regenhard, ad esempio, vuole conoscere la verità sul perchè l’edificio è caduto su suo figlio Christian, un vigile del fuoco provvisorio. E così anche noi vorremo che si facesse chiarezza.
Chiaramente ci sono ancora domande circa la dinamica degli incendi che chiedono una risposta. Solo tenendo conto dell’incredibile importanza di un tale evento sarebbe obbligatorio effettuare l’indagine con la massima energia e supportati da tutte le risorse necessarie. Ma forse è ancora più importante da un punto di vista morale che venga fatta chiarezza per la sicurezza delle attuali e future generazioni.Manning, 2002
Questo editoriale non menziona le ipotesi di demolizione controllata ma, giustamente, denuncia il fatto che non è stata fatta piena luce sui motivi per cui gli edifici sono collassati.
Non possiamo che essere d’accordo dal momento che ignorare tali evidenze è atto criminoso e che è necessario riaprire il caso con più serie ed accurate analisi.
Per oltre tre mesi l’acciaio del World Trade Center è stato e continua a essere tagliato e venduto come spazzatura da riciclare.
Reperti che sarebbe di primaria importanza analizzare per poter, almeno, evitare ulteriori tragedie legate alla non perfetta comprensione della resistenza di tali materiali all’incendio vengono invece imbarcati su chiatte dirette in Cina : forse l’acciaio del WTC ritornerà in America quando comprerete la vostra prossima automobile.
Non può che lasciare senza parole la scriteriata scelta [ fretta - NDT ], da parte delle autorità, di distruggere reperti di tale importanza e l’incapacità di coglierne l’enorme valore che avrebbero potuto rappresentare in termini di sicurezza futura nella progettazione di nuovi edifici tenuto conto dell’eccezionalità e della singolarità del disastro.Manning, 2002
Ho scartabellato negli annali della NFPA 921 ( national standard for fire investigation) ma da nessuna parte ho mai trovato una eccezione che permettesse la distruzione di reperti per edifici alti più di dieci piani.Manning, 2002
Nella storia degli Stati Uniti d’America mai è stata permessa la distruzione di reperti strutturali per edifici alti oltre dieci piani : ora abbiamo un’altra eccezione
In un editoriale del Fire Engineering ( Settembre, 2004), Bill Manning critica la relazione 9-11 Commission e rinnova l’invito a effettuare nuove investigazioni, che poi è l’obiettivo principale di questo stesso articolo :
Le indicazioni contenute nel Capitolo 9 del Rapporto Finale della 9-11 Commission, il capitolo dedicato alle emergenze, sono di una vaghezza inacettabile. Sicuramente la più famigerata e tragica emergenza della storia meriterebbe ben altri sforzi investigativi soprattutto perchè la 9-11 Commission ha “venduto” il suo lavoro come il “resoconto definitivo” sui fatti di quel giorno. Prima di ogni altra considerazione sono proprio gli eroi caduti e le loro famiglie a imporre che venga detta la verità, qualunque essa sia. Già il fatto che si voglia insabbiare la verità per motivi politici meriterebbe il nostro disprezzo ma se avessero strumentalizzato la morte dei nostri stessi fratelli per fini politici saremmo di fronte a qualcosa di mostruoso.
L’attenzione dedicata alle risposte di emergenza, da parte della 9-11 Commission, è assolutamente vergognosa. I Dipartimenti della Protezione anti-incendio e il pubblico devono pretendere sia istituita una nuova commissione di inchiesta per iniziare una completa e imparziale investigazione sull’emergenza avvenuta il 9/11. O forse non siamo abbastanza maturi ? Fare qualsiasi cosa in meno significa insultare i 343 fratelli e i civili morti quel giorno, significa insultare la nostra nazione e quindi in definitiva noi stessi.Manning, 2004
Kevin Ryan, il nostro “informatore” presso gli Underwriters Laboratories, espose le sue personali e brevi considerazioni scientifiche in una recente lettera riguardante la relazione del NIST affermando che le stesse probabilità che iniziasse un collasso strutturale sarebbero state da calcolare ( Ryan, 2005).
La probabilità che si verificasse il crollo delle Torri usando il “modello ufficiale” è di una su un trilione!
Infatti il NIST da nessuna parte fornisce delle analisi di questo tipo per il loro modello “non-esplosivo”; la stima di Ryan è che la propabilità che gli incendi e i danni da soli ( vedi "teoria ufficiale") avressero potuto causare il completo collasso delle Torri sono meno di una su un trilione ( 10-12 : uno su 1000 miliardi) ma tale probabilità sarebbe assai inferiore se volessimo includere anche il crollo completo del WTC 7 :
Giusto per seguire le ipotesi inziali [ del NIST], quant’è singolare la coincidenza che tutte le protezioni anti-incendio si siano perse in punti “strategici” pur lontani dal punto di impatto degli aerei ? Senza molti test potrei comunque stimare che tale probabilità sia di una su mille.
Qual’è la probabilità che i materiali da ufficio [ il kerosene degli aerei era bruciato in dieci minuti - NDT ] abbiano convogliato una enorme quantità di calore in punti precisi e al tempo stesso abbiano ricevuto l’ossigeno necessario per bruciare ? Ancora una possibilità su mille ?
Le guaine di protezione delle travatura erano assenti anche in punti lontani dall’impatto degli aerei, perchè ?
Qual’è la probabilità che le strutture si siano ammorbidite tutte in quei punti precisi e cedendo perfettamente e completamente all’unisono rendono valide le ipotesi iniziali alla base della teoria del “collasso globale progressivo” ? Non mi azzardo neppure a tirare a indovinare!
Infine, con tutte quelle centinaia di incendi in grattacieli che si sono avuti nel corso della storia [ senza conseguenze catastrofiche - NDT ], quali sono le probabilità che un primo, un secondo e addirittura un terzo collasso dovuto a incendio si siano verificati lo stesso giorno ? Permettetemi di stimare che la probabilità di una tale coincidenza fosse di una su un milione .
La teoria del “Collasso Globale Progressivo” è teoria inventata dal NIST per spiegare il crollo delle Torri ma nasce da ipotesi assurde
Se solo considerassimo questa manciata di punti staremmo parlando di una probabilità di uno su un trilione, avendo usato stime ottimiste [ in favore delle teorie del NIST ] e non ho neppure considerato il terzo edificio ( nessun impatto, nessuna traccia di carburante di aereo, tipo di costruzione differente)
Che combinazione che un tale evento miracoloso, combinato con una serie infinita di coincidenze improbabili ci abbia fornito una ragione per invadere una delle più importanti terre per la produzione di petrolio e gas naturale.
Kevin Ryan, 2005
Nessun rapporto ufficiale menziona il metallo fuso ritrovato nelle fondamenta di tutti e tre gli edifici collassati.
Qual’è allora la morale ?
Concordo pienamente con Kevin Ryan quando dice :
Questa storia semplicemente non ha senso ... Questo fatto dovrebbe preoccupare enormemente ogni Americano. Non vi è dubbio alcuno che gli eventi del 9/11 siano stati strumentalizzati per ingaggiare la Guerra al Terrorismo e la vicenda del collasso del WTC è il punto cruciale di tutta l’intera vicenda.Ryan, 2004
In un seminario che ho tenuto alla BYU il 22 Settembre del 2005 erano presenti circa una sessantina di persone fra cui membri dei dipartimenti di Fisica, di Ingegneria meccanica, Civile, Elettrica, Psicologia, Geologia, Matematica e probabilmente altri che non ricordo.
In tale seminario ho presentato le prove e le argomentazioni scientifiche alla base della teoria della demolizione controllata e la discussione è stata così intensa ed animata che è finita dopo quasi due ore ( tanto che ho dovuto interrompere quando un corso dell’università necessitava dell’aula per poter fare lezione).
Quasi 15000 tra fotografie e filmati relativi al disastro del WTC sono stati secretati da NIST ed FBI e mai divulgati
Dopo aver presentato il materiale schematizzato qui, aver esaminato e discusso i collassi del WTC 7 e delle Torri, solo un presente ( per alzata di mano) non si è detto pienamente convinto dell’utilità di procedere con nuove indagini circa i crolli degli edifici.
In realtà, il Professore dissenziente mi contattò il giorno dopo confessandomi che, dopo averci riflettuto un pò su, anche Lui ora riteneva un’ottima idea quella di proseguire con le indagini.
La nostra speranza è che le 6899 fotografie e i 6977 spezzoni video ( in gran parte di privati) secretati sia dal NIST sia, insieme a molti altri, dall’FBI siano rilasciati al pubblico al fine di permettere un’analisi indipendente.
Mi aggiungo quindi a quanti vorrebbero questi dati disponibili alla consultazione da parte di un team inter-disciplinare, e preferibilmente internazionale, di scienziati e ingegegneri.
Infine per completare la nostra carrellata di “recensioni”, consideriamo le inconsistenze presenti nei modelli “danno - fuoco - collasso” che si sono avvicendate nel tempo.
Il primo modello, promosso da diversi fonti giornalistiche, voleva il fuoco così caldo da aver sciolto davvero l’acciaio degli edifici causandone il crollo.
Per esempio Chris Wise infarcisce un servizio per la BBC di farneticazioni :
Inizialmente si credeva addirittura che l’incendio avesse fuso l’acciaio!
E’ stato il fuoco ad aver ucciso gli edifici. Niente su questa terra potrebbe sopravvivere a quelle temperature con tutto quel carburante che brucia... Le colonne devono essersi fuse, i pavimenti devono essersi fusi anch’essi e in ultimo i piani sono collassati gli uni sugli altriChris Wise, come riportato in Paul and Hoffman, 2004, p. 25
Ma come abbiamo visto da più seri studi condotti in seguito, la maggiorparte del kerosene bruciò in pochi minuti dopo l’impatto [ lo conferma persino il NIST - NDT ]. Ricordiamo l’affermazione del Dr. Gayle per cui è impossibile che gli incendi siano stati suffientemente caldi da provocare la fusione dei supporti in acciaio :
“Inutitivamente potrebbe apparire ovvio che un incendio così intenso sia stato provocato dalla combustione del carburante dei jet e molte persone sono infatti convinte che questa sia stata la causa della fusione del metallo. In realtà non fu così in quanto il metallo non avrebbe potuto fondere.”Field, 2005
Un secondo modello vorrebbe un accartocciamento della struttura sottoposta al calore
Successivamente ci viene presentato il modello di Bazant e Zhou per il quale la maggiorparte delle 47 gigantesche colonne in acciaio furono sottoposte a temperature dell’ordine degli 800°C e sebbene non si siano “fuse” si sono piegate.
In realtà abbiamo visto che simili temperature sono ben difficili da essere raggiunte durante incendi in uffici anche tenuto conto della dissipazione termica di strutture in acciaio interconnesse [ e direi soprattutto della capacità termica di giganteschi blocchi in acciaio! - NDT ] [ vedere Paul and Hoffman, 2004, p. 26 ]
Infine per subire un collasso [ repentino e simmetrico - NDT ] tutte queste colonne avrebbero dovuto collassare insieme : impossibile!
Il modello della FEMA vedrebbe lo sganciamento dei piani che si sfilerebbero come le perline da una collana
Comprensibilmente questo approccio fu abbandonato nel tentativo successivo, compiuto dalla FEMA nel 2002.
Il team di ricerca della FEMA adottò la teoria del Dr. Thomas Eagar presentata anche in una pubblicazione ( “Why the Towers Fell” - NOVA, 2002).
Secondo Eagar il cedimento dell’acciaio è stato dovuto a due fattori : perdita di resistenza a causa della temperatura dell’incendio e perdita di integrità strutturale dovuta alla distorsione dell’acciaio sottoposto a temperature non uniformi. [ Eagar and Musso, 2001 ]
Invece di avere un cedimento simultaneo delle colonne, la FEMA ritiene che i piani nelle Torri si sgancino dai sostegni che li legano ai supporti verticali, perchè deformati dal fuoco, e che comincino a cadere gli uni sugli altri : tale teoria è detta del “collasso progressivo” o del “pancake” [ visto che ricorda gli strati di una torta - NDT ]. Sembra molto semplice ma rallentiamo un attimo : cosa avviene infatti alle enormi colonne centrali ai quali i piani erano saldamente attaccati [ vedere gli schemi costruttivi! - NDT ] ? Anche ammettendo questo scenario, perchè le immense colonne centrali non sono rimaste in piedi, come candele, mentre i piani cadevano ai loro piedi ? Questo nucleo di acciaio interconnesso è ancorato a solida roccia. La FEMA non ignora completamente questo fatto :
Mentre i piani collassavano, sezioni sempre maggiori dei muri esterni e delle colonne centrali rimanevano scoperte fino a che l’altezza eccessiva non le ha fatte piegare nei punti di giuntura facendole collassare anch’esse.Fema, 2002
Per il NIST i piani non si sganciano ma, esercitando una misteriosa forza verso il basso, fanno implodere l’intera struttura
In verità questo approccio non tiene conto di quanto abbiamo osservato del collasso delle 47 colonne interconnesse le quali sono state progettate proprio per sorreggere il peso degli edifici [ e non il contrario! - NDT ]; si suppone addirittura che tali colonne centrali avessero la stessa debolezza che è stata richiesta ai piani affinchè si “sganciassero” contemporanemaente da tutte le colonne centrali e perimetrali.
Visto che il modello appariva poco convincente il NIST si mise al lavoro producendo nuove ipotesi. L’idea base è che i piani non si siano sganciati ma abbiano esercitato una forza verticale così forte sui sostegni laterali tale da far piegare verso l’interno le colonne perimetrali e quindi portandole alla rottura ( in contrasto con le obiezioni degli esperti dell’ARUP discusse prima).
[ Da dove proviene questa incredibile forza esercitata dai piani ? - NDT ]
Il NIST costruì dei modelli numerici ma le simulazioni, basate inizialmente su dati sperimentali, non mostrarono alcun collasso gli edifici.
Allora il NIST modificò i parametri ( in quello che definisce lo “scenario pessimista”) fintanto che non si riuscì a indurre il crollo. I dettagli di questi “aggiustamenti” non ci sono stati rivelati ma almeno sono riusciti a “salvare le ipotesi iniziali” [ cioè che gli edifici “dovessero” crollare per colpa degli incendi - NDT ]
Sia il NIST che gli Underwriters Laboratories costruirono modelli delle intelaiature del WTC ma non riuscirono a indurre alcun crollo [ l’unico crollo dovuto all’incendio è quindi puramente teorico! - NDT ] [ vedere sezioni precedenti per i dettagli ]
Alla fine siamo rimasti senza un convincente modello di “collasso per fuoco e impatto” a meno che non si prenda per buona, e non ho alcuna intenzione di farlo, la simulazione al computer del NIST la quale ignora i test di laboratorio effettuati sui modelli [ oltre a non simulare neppure la dinamica del collasso - NDT ].
Il NIST non spiega i dettagli del modello usato e non si preoccupa di analizzare la dinamica del crollo
Il NIST non si cura neppure di validare i propri modelli con una visualizzazione cosa che invece viene tipicamente fatta quando si vogliono testare modelli matematici alle differenze finite ( vedi anche punto 13).
Nessuna delle relazioni ufficiali si prende cura di spiegare quantitativamente come sia stato possibile che gli edifici abbiano subito un collasso quasi perfettamente verticale e simmetrico e infatti neppure la simulazione del NIST, per loro stessa ammissione, si spinge più in là delle condizioni iniziali che sempre secondo loro avrebbero innescato la valanga distruttiva.
Tali relazioni ignorano anche le testimonianze [ numerose, ufficiali e attendibili - NDT ] di chi ha visto e sentito esplosioni.
Non si fa menzione degli sbuffi [ “squibs” ] che si sono visti esplodere ben lontano da dove glia erei hanno impattato - “squibs” che sono ancora più visibili nell’edificio 7 ( colpito da nessun aereo!)
Infine, cosa e è stato del metallo fuso trovato sotto le macerie di tutti e tre i grattacieli collassati e il metallo incandescente di colore giallo acceso visto fuoriuscire [ assai copiosamente - NDT ] dalla Torre Sud appena prima del collasso [quindi quasi 60 minuti dopo l’impatto degli aerei - NDT ]?
Pur di mantenere in piedi le ipotesi, le diverse “teorie ufficiali” hanno un minimo comun denominatore : ignorano i dati visivi, le testimonianze e gli stessi risultati sperimentali!
Al contrario ma in modo eccellente la teoria della demolizione controllata tiene conto di tutti i dati piuttosto facilmente.
Le colonne centrali del nucleo nei piani bassi sono state “tagliate” usando esplosivi o incendiari in modo quasi simultaneo insieme ad altre cariche detonate nei piani superiori in modo che la forza peso, agendo su piani non più sorretti da colonne, aiutasse a iniziare il collasso.
I collassi, quasi simmetrici, rapidi, completi e accompagnati dagli sbuffi sono davvero elementi caratteristici che appaiono tipici per gli esperti di demolizione controllata.
La teoria della demolizione controllata sembra essere l’unica in grado di tenere conto di tutti i dati sperimentali e delle testimonianze
La Thermate ( il cui prodotto finale è proprio ferro fuso) usata su alcune delle colonne in acciaio potrebbe essere la spiegazione sia per il metallo fuso raccoltosi poi in pozze sotto le macerie che per la solfitazione osservata nell’acciaio analizzato.
Mi sembra che questa sia una teoria trasparente e in definitiva molto più probabile di quella ufficiale; certamente merita di essere presa n considerazione e studiata in modo più approfondito di quanto sia riuscito a fare in questo articolo.
Ho voluto richiamare l’attenzione sulle palesi carenze presenti nelle relazioni "definitive" volute dal governo americano.
E’ stata mia intenzione presentare diverse prove che dimostrassero l’esistenza di teorie alternative. In particolare la teoria uffiale manca di ripetibilità nel senso che prima o dopo l’11 di Settembre non si è mai osservato un edifico crollare solo sulla base di incendi.
D’altro canto sappiamo che sono dozzine i palazzi che sono collassati simmetricamente tramite l’impiego di cariche esplosive nelle demolizioni controllate.
Altissime temperature prodotte da reazioni chimiche potrebbero spiegare la presenza di grosse pozze di metallo fuso ritrovato sotto le Torri Gemelle e il WTC7; spiegherebbe anche la solfitazione riscontrata nell’acciaio strutturale analizzato.
La teoria della demolizione controllata non può in alcun modo essere liquidata come “scienza spazzatura” in quanto soddisfa i criteri scientifici di ripetibilità e semplicità [ oltre che soddisfare i dati disponibili - NDT ] quindi merita di essere presa in considerazione e discussa.
Il NIST deve divulgare le 7000 foto e le 300 ore di fimati incluse le prove videofotografiche relative alla presenza di metallo fuso
Una commissione davvero indipendente, inter-disciplinare e internazionale dovrebbe essere istituita in modo da prendere in considerazione tutte le possibili ipotesi inclusa quella di cariche esplosive preposizionate; la stessa commissione di indagine nel ricercare conclusioni scientifiche dovrebbe essere guidata, non dalle pressioni politiche, ma dalle osservazioni e dai calcoli.
Tale commissione dovrebbe anche interrogare, sotto giuramento, le autorità che hanno approvato la rapida rimozione e distruzione delle colonne e delle travi in acciaio del WTC prima che potessero essere correttamente analizzate.
Nessuno studio governativo ha mai preso in considerazione tali ipotesi e fintanto che questo non sarà fatto, sarà poco convincente accusare alcuni Musulmani male addestrati di essere gli autori della devastazione l’11 di Settembre. Semplicemente non ha senso.
A questo punto il NIST deve rilasciare le 6899 fotografie e le oltre 300 [ trecento ] ore che acquisite in gran parte da privati, ammette di possedere [ NIST, 2005, p.81 ]
Le prove non possono più essere tenute nascoste alla comunità internazionale e in particolare occorre mostrare le foto di metallo fuso osservato nelle fondamenta dei palazzi collassati [ foto che all’inizio circolavano più liberamente - NDT ].
Perciò insieme ad altri, pretendo la divulgazione di tutte le prove e i dati utili a essere analizzati da una commissione di ricercatori interdisciplinare ed internazionale. Tutte le ipotesi saranno considerate : inclusa quella di demolizione controllata.
[...]
William Rodriguez, in una lettera ( Novembre 2005) mi ha inviato alcune importanti precisazioni che pubblico ora in chiusura :
La voglio ringraziare per aver pubblicato un’articolo che criticasse la “versione uffciale” riguardante il 9/11. Ho letto con molta attenzione il suo articolo e l’ho distributo alle Vittime e ai sopravvissuti di quel giorno ( sono il rappresentante dei familiari e anche l’ultima persona a essere stata estratta viva dalle macerie della Torre Nord)
Lei stava per dimenticare la mia esperienza riguardante le esplosioni ed altri eventi avvenuti nelle fondamenta quel giorno e che raccontai alla 9-11 Commission la quale però non la inserì nella relazione finale. Come potete verificare anche su Internet alla voce “William Rodriguez 9/11” sto cercando di dare voce alla stesse domande.
Visto che sono oramai una figura internazionale piuttosto nota e rispettata ho notato che in tutto il mondo la mia testimonianza è presentata così com’è mentre in USA viene puntualmente censurata; anche se continuo a essere rispettato dai media vengo in genere interrogato su tutto tranne che sulle esplosioni di quel giorno. La ringrazio nuovamente a nome di tutti quelli che sono stati toccati dalla tragedia del 9/11. Continui con le sue ricerche.William Rodriguez Hispanic Victims Group, 9/11 United Services Group, Lower Manhattan Family Advisory Counsel
Dopo aver ringraziato Mr. Rodriguez per le sue parole, gli ho subito chiesto se poteva dirmi qualcosa in più circa le esplosioni avvenute nelle fondamenta, invece che nel punto di impatto, e se poteva specificarmi meglio la loro tempistica. Mi ha risposto :
Come ho detto alla Commissione ci fu una esplosione proveniente proprio da sotto i nostri piedi tanto che fummo spinti leggermente verso l’alto dall’effetto; mi trovavo nel seminterrato al Livello 1 e il suono sembrava provenire dai livelli B2 o B3. Subito dopo sentivamo invece il rumore molto lontano provenire dalla cima [ il crollo - NDT ].
Dopo vent’anni di esperienza in quel posto e conoscendo molto bene come si comportano i rumori nell’edificio posso affermare senza alcun dubbio da dove i rumori provenissero.
Come seconda cosa alcune delle persone che io stesso ho aiutato a mettersi in salvo testimoniarono le stesse cose che ho riferito ma senza che le avessero potuto ascoltare o che, dopo i fatti di quel girno, decidessimo di riunirci in associazioni.
Come le dicevo queste testimonianze sono state ripetuto innumerevoli volte ( anche se molti testimoni parlavano spagnolo!).Ad ogni modo possiedo i nastri di alcuni tra gli speciali televisivi che sono stati mandati in onda con le nostre interviste.
Mr. Rodriguez ha lavorato per anni nell’edificio quindi le sue impressioni non possono essere ignorate ed è quindi testimone affidabile.
In questa sua risposta e in altre testimonianze, ha ripetuto di aver udito una forte esplosione provenire dalle fondamenta seguita da una seconda forte esplosione “provenire da sopra”. Questo dettaglio è assai importante nel far escludere che l’aereo o il suo carburante possano aver causato tali esplosioni.
William Rodriguez insieme ad altri testimoni potrebbero davvero fare chiarezza sul mistero delle esplosioni nelle Torri il 9/11/2001.
Voglio ringraziare per il loro aiuto e i loro suggerimenti
Jim Hoffman, Alex Floum, Jeffrey Farrer, Carl Weis, Victoria Ashley, William Rodriguez e Jeff Strahl, il gruppo di ricerca di 911truth.org e st911.org, i Professori Jack Weyland, David Ray Griffin, James Fetzer, Bryan Peterson, Paul Zarembka e Derrick Grimmer.
L’autore dell’articolo è il Professor Steven Jones
L’articolo originale è visionabile a questo indirizzo : link