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Il Collasso del WTC 7

I fatti in breve

Un attimo prima è lì...

Un attimo prima è lì...

...un attimo dopo non c'è più ! Collasso "naturale" o implosione ?

...un attimo dopo non c'è più ! Collasso "naturale" o implosione ?

Il collasso del WTC7, o per meglio dire l’implosione, si è verificata alle 17:21 del 9/11 ed è durato circa 8 secondi.
Video del crollo si possono trovare sul sito 911Research.net.
L’edificio bianco che si vede in primo piano sulla destra è il 101 Barclay Street

Le Versioni ufficiali

911 Commission

Non accenna ad alcun crollo la qual cosa è sorprendente visto che tale Commissione Governativa era incaricata di redigere la Versione Ufficiale da propagandare al pubblico; è comprensibile che una pubblicazione simile non avrebbe potuto scendere nei dettagli ma appare incredibile che non abbia fatto anche solo il minimo accenno a quella che è stata una anomalia unica nella storia delle costruzioni.

FEMA 2002

La FEMA pubblica un lungo rapporto già nel 2002. Al fondo del capitolo 5, interamente dedicato al WTC 7, leggiamo la notevole conclusione:

Le caratteristiche degli incendi del WTC7 a del perchè abbiano casusato il collasso rimangono sconosciute fino a questo momento. Sebbene il diesel immagazzinato in loco contenesse in totale una notevole quantità di energia potenziale, la migliore ipotesi è che tale evento [il collasso - NDT] fosse asai improbabile. Ulteriori ricerche, indagini e analisi sono necessarie per chiarire questo punto.
FEMA 2002, pagina 5-31

NIST 2005

Il NIST pubblica una Bozza nel Giugno del 2005 in cui accenna alle linee guida che seguirà nell’analisi delle cause del collasso del WTC7 tuttavia il Rapporto Finale, pubblicato a Settembre dello stesso anno, non contiene alcun riferimento all’edificio 7.
Esiste in verità un documento dal titolo WTC PART II - WTC 7 Collapse Final : ma si tratta proprio della presentazione Power Point, datata Aprile 2005!

La differenza tra i Report WTC7 della FEMA (Capitolo 5) e la sorta di bozza del NIST è che il primo fa perno sugli incendi e non parla di danni al WTC7.
Il NIST invece mette in risalto i danni strutturali all’edificio e di come tali danni siano stati tali da innescare addirittura un collasso globale - anche a causa dei “furiosi” incendi.

Come per la FEMA non esiste un’unica foto o una prova o una testimonianza che possa farci capire per quale motivo si pensi che ci siano stati dei danni.
Non si capisce allora perchè edifici vicini che pure sono stati colpiti abbiano retto benissimo - anche allo stesso crollo dell’adiacente WTC7 (vedere il Verizon) - o meglio si capisce benissimo visto che nella storia dei grattacieli, conseguenze simili non si sono mai verificate: la vera anomalia è proprio l’ultimo dei palazzi del WTC.
Il WFC 3 o il Bankers Trust, comparabili per altezza, struttura e danni riportati allo stesso WTC7, hanno certamente subito danni strutturali notevoli e visibili ma non sono affatto crollati.
I danni per il WTC 7 vengono infatti solo ipotizzati.

Le anomalie

Le anomalie principali del crollo del WTC7 sono:

Collasso Improvviso

Appena pochi secondi dopo il cedimento dell’attico (presumibilmente dove si trovavano i motori degli ascensori) l’intero edificio comincia a collassare.

Collasso verticale e simmetrico

Nella caduta l’edificio non ha deviato dalla verticale: questo fatto è in contrasto con l’ipotesi di danni asimmetrici.

Precisione

Le macerie sono crollate ordinatamente nell’area dove prima si trovava la base dell’edificio.

Velocità

Il collasso è stato valutato essere durato dai 7 agli 8 secondi al massimo: poco più lento di un grave lasciato cadere nel vuoto (6 secondi).

Nessuna evidenza di danni

L’edificio non è stato colpito da alcun aereo nè sembra aver riportato danni particolarmente gravi (tutti gli edifici attorno al WTC hanno subito dei danni ovviamente).
I Report governativi non sono in grado di mostrare la presenza dei danni nè con foto nè riportando testimonianze precise nè proponendo una stima.

Nessuna evidenza di incendi gravi o estesi

Dalle foto emergerebbero incendi di dimensioni assolutamente limitate e non compatibili con la combustione del diesel.

Collasso interno

Il collasso è cominciato su strutture interne, non perimetrali: come per la Torre Nord il tetto è stato inghiottito per primo.

Collasso inziato dalla parte sbagliata

Il collasso è cominciato con un cedimento sulle colonne centrali e dalla parte opposta a quella in cui secondo il NIST ci sarebbero stati i terribili danni.
Si osserva infatti dalle foto e dai video che la parte est dell’edificio (a sinistra nella foto) è stata inghiottita qualche secondo prima del resto.
Inoltre il crollo sembra essere cominciato proprio dal tetto anzichè dove erano localizzati gli incendi.

Propagazione Istantanea del Cedimento

Non solo la velocità del crollo è una anomalia ma anche la velocità con cui il cedimento si è propagato all’intera struttura: quasi istantaneamente.
Si osserva infatti che le distanze tra i vari piani rimangono, durante la caduta, inalterati.
Mentre per le Torri Gemelle abbiamo visto un crollo progressivo quasi fosse un castello di sabbia, nel caso del WTC7 sembrava che l’intero edificio sprofondasse senza cedimenti nel terreno: si è trattato ovviamente di una illusione ottica ma senz’altro è la stessa illusione che si osserva durante le demolizioni controllate.

Sbuffi

wtc7_squibs.jpg Nella fase iniziale di un filmato sono visibili degli “squibs” procedere dal basso verso l’alto sul lato sud ovest dell’edificio: anche questo è compatibile con una demolizione controllata.

Metallo fuso

Metallo fuso e macerie fumanti per mesi sono stati eventi comuni solo ai tre collassi di quel giorno.

Compartimentalizzazione e Isolamenti Antincendio

Una delle cause che il NIST aveva adottato per spiegare il crollo delle Twin Towers era la mancanza di isolamento anti-incendio sulle travature dei piani le quali si sarebbero indebolite e piegate; tale protezione sarebbe venuta a mancare quasi contemporaneamente su tutte le travature interessate dagli impatti aerei.
Se è difficile credere a questo insieme di sfortunate coincidenze è ancora più difficile credere che un edificio di ancora più moderna concezione quale il WTC7 - perdipiù non colpito da alcun aereo - potesse presentare lo stesso inconveniente.

Sul Report FEMA 2002 leggiamo infatti che nell’edificio erano presenti materiali di isolamento anche sugli stessi piani in modo da evitare gli incidenti visti per altri edifici ovvero la propagazione verticale degli incendi.
Secondo i documenti tutti gli elementi strutturali (travature, travi, pilastri) avrebbero resistito al meglio fino a 2 ore se sottoposti ad incendio mentre le colonne erano protette fino a un massimo di 3 ore; altre zone del grattacielo erano appositamente studiate per tagliare gli incendi e isolare sia il calore che il fumo. [FEMA 2002, Sezione 5.3.3, p. 11]

Appare sconcertante che un grattacielo costruito con questi accorgimenti sia stato distrutto in modo totale dopo appena poche ore di incendi di bassa intensità e circoscritti, da quanto possiamo giudicare dalle foto, a un singolo piano; è quindi incredibile, ma su questo non abbiamo prove concrete, che secondo il NIST e la FEMA tali incendi si siano propagati con facilità da un piano all’altro.
Di nuovo possiamo confrontare l’incendio al WTC7 con quelli che hanno colpito altri grattacieli i quali spesso non erano nè protetti con isolamenti o non erano neppure in acciaio.

Centro per le Emergenze

Il WTC7 non era un edificio qualsiasi ma era sede dell’importante Centro per le Emergenze del Sindaco di New York, Rudolph Giuliani, oltre che sede di importanti uffici governativi (SEC, CIA, DOD,...).
Per tale motivo il palazzo era stato rammodernato (per ospitare il OEM) in modo da essere pronto a gestire le eventuali emergenze che avrebbero potuto colpire il già bersagliato WTC.
Ad esempio l’OEM possedeva un impianto idrico indipendente tra cui un serbatoio di circa 41 metri cubi di acqua. [FEMA 2002, 5.4, p 16]

Aggiornato : Wed, 02 August 2006